venerdì 9 dicembre 2016

I Maya a Verona

Alcuni giorni fa, come chi mi segue su Instagram avrà notato, mi trovavo a Verona per lavoro e avevo una mattina libera tra un corso ed una riunione.
Poichè la mattinata si era presentata allegramente con un diluvio in piena regola ho deciso di approfittare per andare al Palazzo della Gran Guardia a visitare la mostra sui Maya, di cui mi aveva parlato la mia mamma, sempre attenta agli eventi d'arte del nostro bel Paese.



Una civiltà affascinante e misteriosa quella dei Maya, ben narrata in questa mostra che non è di grandi dimensioni, ma è indubbiamente ricca di reperti preziosi e interessanti.

Come si legge sul sito ufficiale :

"La mostra “Maya. Il linguaggio della bellezza” è una mostra dell’INAH (Instituto Nacional de Antropología e Historia), l’istituzione più importante del Ministero della Cultura del Messico.
Curata da Karina Romero Blanco e strutturata in quattro sezioni, l’esposizione, che è il risultato della particolare attenzione per le tematiche specificamente artistiche della civiltà maya, presenta oltre 250 reperti (sculture in pietra, stele monumentali, elementi architettonici, figurine in terracotta, vasi, maschere in giada, collane, orecchini, strumenti musicali, incensieri, ecc.) che danno al visitatore la possibilità di esplorare gli aspetti artistici di una delle civiltà più affascinanti dell’America precolombiana.
L’INAH è l’istituzione più importante della ‘Secretaría de Cultura de México’, incaricata della ricerca, conservazione e diffusione del patrimonio archeologico, antropologico, storico e paleontologico del Messico, con il fine di rafforzare l’identità e la memoria della società che lo detiene."
E' quindi un'occasione davvero unica per ammirare manufatti provenienti dal lontano Messico, così diversi da quelli delle nostre culture antiche.
Penso ad esempio ai canoni di bellezza, cui siamo abituati in relazione alle antiche civiltà mediterranee, qui è tutto altro: una raffigurazione così diversa dell'umano e del divino e un rapporto radicato con il mondo animale fatto di simboli precisi e attribuzioni di poteri che mi hanno ricordato il rapporto uomo-animale presente anche nell'antico Egitto.
Le quattro sezioni in cui si articola l'esposizione sono: il corpo come tela; il corpo rivestito; la controparte animale; i corpi della divinità.
Mi ha colpito il non utilizzo di metalli preziosi come l'oro e l'argento, preziosi per noi, ma non per i Maya che pur li avevano a disposizione e che furono all'origine della loro distruzione;



e poi la loro scrittura...


"La bellezza è negli occhi di chi l'apprezza, contemplarla trasforma le nostre emozioni e migliora la nostra energia. E' una percezione concettuale legata a tutti gli aspetti della vita e l'arte è una delle forme in cui si esprime: ne è il linguaggio".








E poi le tante sculture di animali, ognuna con il loro significato...




Pensate, ad esempio, che per i Maya la scimmia rappresentava le arti ed era incaricata di trasmettere agli uomini i disegni divini attraverso la scrittura, era il guardiano della saggezza:


Insomma tutto molto diverso dal nostro modo di concepire l'arte e la bellezza.

Tra l'altro all'ingresso del palazzo che ospita la mostra potete ammirare una riproduzione in legno e metallo della Nike di Samotracia opera di Francesco Rubino, tanto per darvi l'idea del contrasto.


La mostra è visitabile fino al 5 marzo 2017 (qui trovate orari di apertura ordinari e straordinari e costo dei biglietti con l'audioguida inclusa).
E' organizzata da Kornice e Arthemisia Group.
E ve la consiglio - se siete in zona - merita davvero.
Ve ne ho fornito solo un piccolo estratto, così da ingolosirvi un pochino. 
Se l'avete visitata scrivetemi la vostra opinione, sono curiosa.
Buon fine settimana e a presto :)

Foto: tutte le foto di questo post sono opera mia

lunedì 24 ottobre 2016

Le ricette del lunedì: zuppa di cavolo nero

Questa zuppa, come avete visto su Instagram, l'ho preparata ieri pomeriggio.



Un pomeriggio domenicale uggioso e un po'umpf, di quelli che capitano a volte e in cui ti pare che il domani, anzi lo stesso presente sia insormontabile, per il mare di cose da fare che ti si arrovellano nella testa da bi-mamma che ha ripreso pure a lavorare (ma quando ha realmente smesso?), che vorrebbe continuare a scrivere (ma quando trovare il tempo?) e vorrebbe avere figli felici (su quello ci siamo, a parte qualche calo da paturnia adolescenziale sul fronte della grande) e casa in ordine (il mood sepolti in casa al momento è un tantino prevalente).
Ah sì e poi vorrebbe fare ancora e ancora e...
Niente.
La giornata ha solo 24 ore (perchèèèè???) e io ho solo due mani.
Sigh.
Comunque avevo bisogno di una zuppa calda e confortante.
Questa è facile, veloce e buona buonissima.
Provare per credere!

Ingredienti:

Cavolo nero
1 cipolla
2 carote piccole
2 piccole patate
un gambo di sedano
due patate piccole
500ml circa di brodo vegetale
un rametto di rosmarino
olio EVO
pepe
montasio stagionato e crostoni di pane per completare il tutto

Ho preparato il soffritto con cipolla, carota e sedano. Ho aggiunto il cavolo tagliato grossolanamente, le patate a cubetti e il rametto di rosmarino.
Ho aggiunto il brodo vegetale (dove c'è un bimbo piccolo il brodo vegetale non manca mai :)
e lasciato cuocere per una buona mezz'ora e comunque fino al raggiungimento del grado di densità che preferite.
Ho servito ben calda, con i crostoni di pane aromatizzati sfregandoli con un po'd'aglio, il montasio grattugiato e una spolverizzata di pepe.


Che ne dite?
Vi ho dato un'idea per cena?
Buona serata e a presto :)

PS. E se avete quache altra ricetta di comfort-zuppa linkatemela, please. Grazie!

Foto: Cristina

lunedì 19 settembre 2016

Le ricette del lunedì: gnocchi di semola al prosciutto

Su richiesta della mia cara amica Dalia, ecco la ricetta degli gnocchi di semola che ho pubblicato (e preparato) sabato sul mio profilo instagram .
Gli gnocchi di semola sono un piatto versatile che può declinarsi in una marea di variazioni.
A me piacciono molto semplici, accompagnati da una salsa di pomodoro e basilico, oppure con i funghi.
Elena adora invece questa versione con il prosciutto cotto.
In genere preparo l'impasto al mattino presto e poi li cucino poco prima di pranzo.



Ingredienti:

500 ml di latte
70g di burro + un po' per ungere la teglia
125g di semolino
2 cucchiai di parmigiano
1 tuorlo
sale, pepe, noce moscata
circa 3 fette di prosciutto cotto.

Ho portato ad ebollizione il latte con 30g di burro, sale, pepe e noce moscata q.b.
Ho tolto dal fuoco, versato il semolino a pioggia, aiutandomi con una frusta. Ho fatto cuocere il semolino alcuni minuti (più o meno finchè non si stacca dai bordi del pentolino) mescolandolo fino ad ottenere un composto saldo.
Ho lasciato intiepidire e aggiunto nell'ordine il parmigiano, l'uovo e il prosciutto tritato.
Ho amalgamato il tutto e formato un cilindro, aiutandomi con la carta da forno.
Ho lasciato raffreddare.
Alla fine ho tagliato i dischi e li ho posti nella teglia imburrata; ho cosparso di parmigiano e con il restante burro fuso; ho infornato a 200° per una ventina di minuti, ovvero finchè non si forma un po' di crosticina sulla superficie degli gnocchi.
Vanno serviti tiepidi, per la gioia del palato di grandi e piccini (anche Alessandro ha mostrato di apprezzare l'assaggio).

Son giornate dense di cose da fare, di impegni, di scadenze, di un anno nuovo da organizzare.
Il week end è stato troppo breve, ma intenso e semplice.
E tra poco anche questo lunedì sarà archiviato...

Tante cose, ma questo blog sarà sempre una di quelle cose.

Buonanotte e a presto. C.   :)

Foto: Cristina dal profilo instagram mcris9

martedì 19 luglio 2016

In questi mesi di bi-mammitudine ho imparato che...

La vita è un imparare continuo.
La mammitudine è una materia della vita estremamente complessa,  che ti mette costantemente alla prova.
Non sei mai abbastanza preparata.
Non hai mai studiato abbastanza.
Le lezioni sono sempre nuove: a volte entusiasmanti, a volte terribilmente noiose.
Gli esami sono a cadenze regolari e non puoi svicolare.
Non ci sono manuali che tengano, ma ci sono tanti che pensano di sapere
e - sappiatelo voi che leggete - non sanno proprio un bel niente.
Le mamme sono preda di questi presunti tuttologi della mammitudine che regalano perle di fantomatica saggezza, come le noccioline agli scoiattoli.
I social poi, ne sono un vivaio in incremento continuo.
In questi mesi di mammitudine ho imparato a essere completamente sorda ai consigli non richiesti e parzialmente sorda a quelli richiesti, perchè abbiamo l'abitudine insana al chiedere consigli agli altri, per la perenne insicurezza di non essere perfettamente all'altezza.
In questi mesi di mammitudine ho imparato, che sì, sono all'altezza.
Di cosa?
Del meraviglioso, snervante, totalizzante compito di mamma.
Mamma di un'adolescente e mamma di un neonato.
Mamma di due sfide infinite.
Ho imparato a dialogare con l'una e a delegare senza remore con l'altro.
Ho imparato che lei ha ancora bisogno del mio tempo e che lui... pure.
Ho imparato che, no, non posso far tutto.
E' un falso mito, quello della superdonna che coniuga ogni cosa come i verbi latini.
Bisogna rinunciare a tanto, bisogna mettere da parte una fetta di sè, conservarla certo, ma nell'angolino della dispensa, perchè c'è un tempo per ogni cosa e ogni cosa a suo tempo.
E forse per alcune cose il tempo non verrà mai.
Punto.
Ho imparato ad essere indulgente con me stessa, con i miei limiti, con le mie ansie.
Ho imparato che è inutile spiegare ad un bambino piccolo il senso del tempo, perchè lui non lo capisce, lui non conosce il prima, il dopo, un attimo e arrivo, lui ti vuole, vuole il tuo sguardo, i tuoi baci, lui brama le tue carezze e il suono tranquillo della tua voce, li vuole tutti, subito, costantemente e senza rimandi.
Ho imparato che non serve snocciolare la compilation delle ninne nanne, ne basta una ripetuta come un mantra, piano piano - trovare gli ingredienti in rima per migliaia di caffè della Peppina è un esercizio mentale che la settimana enigmistica non è nulla al confronto, sappiatelo.
E che a volte non serve nemmeno quella, bastano gli sguardi e le carezze, perchè lui si abbandoni al sonno.
Ho imparato che metterlo nel lettone per farlo dormire e poi spostarlo nel suo lettino, non è il male, ma un toccasana per la mia schiena, che, sì ho passato i 40 e un bambino di oltre 10 kg per 70 cm, col cavolo che lo cullo più di 5 minuti 5 :D
Ho imparato ad ascoltare il suo pianto e a non averne paura, perchè lui non ha altro modo per chiedere e se non lo si ascolta non gli si può dare.
Ho imparato che si può fare un cesareo ed essere felici della scelta fatta, perchè nessuno dei due ha rischiato la vita, che, per me, il parto naturale della prima è stato un incubo senza fine, altro che gioia di fare la brava mamma (e no, non sono una che non sopporta il dolore, credetemi, ne ho sopportato tanto).
Ho imparato che non sono meno mamma se ho allattato poco, ma anzi, sono una grande, perchè ho allattato il più possibile, nei limiti del possibile e, nel poco, ho fatto meglio della prima volta.
Ho imparato che se una pappina non gli va, perchè fa una smorfia schifata è inutile insistere per la gioia di vedersela tirare in faccia, basta cambiare pappina e lo svezzamento procede sereno, perchè non è un bambolotto, è una persona e quindi chi ha detto che non possa avere i suoi gusti? E se il pesce non gli piace, gli piacerà più avanti o forse non gli piacerà mai, come a suo padre.
Ho anche imparato che le pappine pronte non sono il male, ma la salvezza, vedasi il di sopra concetto che non sempre si riesce a fare tutto.
Le mamme non hanno un capo a cui rispondere, ma hanno il loro senso di colpa.
Ho mandato a fanc.. ehmm.. a Forlì-Cesena il mio senso di colpa.
Ho imparato che non posso aver sempre ragione con la grande, solo perchè sono più grande (anzi ora lei è più alta di me).
Ho imparato a lasciarle spazio, a darle tempo, a non cercare di capire per forza i momenti no, perchè uno può avere una giornata storta e punto.
Poi passa.
Ho imparato a mettermi in discussione, a riflettere di più, a ritornare con la mente a quando avevo 12 anni, a cosa pensavo allora, quando tutto era o bianco o nero, quando l'immane tragedia era sempre dietro l'angolo, foss'anche un semplice antiestetico brufoletto sulla guancia.
A volte sono stanca, così stanca che vorrei davvero avere la possibilità di fuggire, vorrei tornare all'assenza di responsabilità del prima.
Ma poi schiaccio reset sulle nuvolette di paturnia e sorrido a questa vita che nonostante tutto mi sorride.
Chiudo gli occhi, faccio un bel respiro e riparto.
E magari mi prendo un momento di tempo per scrivere, perchè ci vuole anche quello.
Perchè anche un po' di tempo per me è importante, poco ma buono.
Ho imparato a dare il mio tempo, ma anche a riprendermene un po', quando capita, senza un programma fisso, quasi fosse un regalo.
Un bel regalo.
Ho imparato anche questo.
E ne sono orgogliosa.



Buona giornata e alla prossima puntata :)

Foto: Cristina

lunedì 20 giugno 2016

Dal Diario di Lei: su il sipario.

E' arrivato il tanto atteso giorno del saggio.
Quel momento preparato, sognato, atteso,
a volte, quando un passo non riesce,
anche odiato.
Lei lo sa.
Lo sente, lo vive, assieme alla sua prima bimba, ora ragazza.
Lei l'ha seguita e la segue sempre, fin dal primo passo.
Ma da lontano,
proprio come nella vita.
Lei sta al di qua del palcoscenico,
perchè la scena sia tutta sua.
La ricorda piccolina, al primo saggio, vestita da ranocchietta.
La lasciò in teatro, in un caldo pomeriggio senza timore, perchè lì doveva e voleva andare.
Anche oggi te ne sei andata, con la tua borsa piena di sogni.
Brillanti, importanti, tutti tuoi.
Ti sei guadagnata quel palcoscenico con un lavoro duro e costante,
impegnandoti come sai fare,
come vuoi fare.
Le vecchie prime scarpe sono rimaste a casa,
raccontano che sei cresciuta,
che stai crescendo.
Lei lo sa.
Lei, io, sarò là ad applaudire.
E so che mi batterà forte il cuore.
E so che sarò orgogliosa.
E lo dovevo scrivere perchè è una cosa bella,
perchè così anch'io inganno la tensione che non si scioglierà fino a quando non ti vedrò su quel palco, fino a quando non si alzerà il sipario.
A stasera cara la mia ragazza.
A stasera.
Io per ora aspetto qui, a casa, assieme alle tue prime, vecchie scarpe da punta.


To be continued...

Foto: Cristina

lunedì 13 giugno 2016

Le ricette del lunedì: paella di pesce a modo mio

Ok è più di una settimana che ho l'orticaria, ehm...
Non si capisce cosa abbia scatenato questo tormento e spero passi presto, ma proprio presto.
Visto che ho eliminato quasi tutti i cibi che possano essere potenziali scatenanti (cioè tre quarti di quello che mangio), mi accontento di postare uno dei miei sogni proibiti: la paella (logicamente declinata a modo mio).
Amo il pesce, amo le verdure e amo il riso (amerei anche il pollo, ma mio marito non apprezza per cui la faccio solo con il pesce).
E poi, concedetemelo e senza storcere il naso, io la utilizzo anche per riciclare il risotto con lo zafferano, di cui è ghiotta mia figlia.
Insomma la pentolata della foto è nata proprio così, perchè avevo del "riso giallo avanzato" e perchè al supermercato avevo trovato il coriandolo fresco e, al banco del pesce, il mix di pesciolini già curati (che sì, sono mamma di un pupo piccolo, quindi cerco tutte le scorciatoie e non me ne pento).
Quindi ecco il contenuto della su citata padella per 3 persone (consumata ben prima dell'orticaria, quindi spero non sia stata colpa dei crostacei o del pomodoro):

700g di mix di pesce per risotti o pasta allo scoglio (lo potete trovare anche surgelato);
circa 180 g di risotto allo zafferano (questo lo preparo a parte oppure uso quello avanzato, comunque si fa con un cipollotto tagliato fine, il riso e 500 ml di brodo);
uno scalogno
un cucchiaio di curry di madras
alcuni pomodorini ciliegia
circa 3 cucchiai da minestra di pisellini surgelati
mezzo bicchiere di vino bianco secco
sale
pepe bianco
una grattugiata di zenzero fresco
coriandolo fresco tritato (ma va bene anche il prezzemolo)
olio evo

Ho tagliato a fettine sottili lo scalogno e l'ho fatto imbiondire assieme al curry in tre cucchiai di olio evo. Ho aggiunto pomodori e piselli, poi il pesce e ho sfumato con il vino bianco, ho fatto cuocere per circa un quarto d'ora regolando di sale, spolverizzando di pepe e grattugiando lo zenzero (che profumo!!). All'ultimo ho aggiunto il pesce e rigirato un paio di volte per amalgamare il tutto. Ho servito con il coriandolo fresco.


Provatela, è buonissima!!
E se la provate, sappiatemi dire come l'avete trovata.
Buona cena e buona serata.

A presto :)

Foto: Cristina


lunedì 16 maggio 2016

Le ricette del lunedì: torta di ciliegie post gita

La scorsa settimana Elena è stata tre giorni in gita in montagna.
Tre giorni in cui praticamente è sempre piovuto.
Ehm...
Vabbè, ci saranno altre gite e altre gite in montagna baciate da miglior fortuna.
Era la prima volta che stava via tre giorni da sola.
Crescono.
Umpf...
Oppure evviva!.
Le mamme sono sempre decisamente controverse su questo punto.
Comunque quando è arrivata a casa, nell'aria c'era aroma di vaniglia.
Un tè caldo, una fetta di torta con le prime ciliegie della stagione e tante, tantissime chiacchiere.
La torta era questa, facile e veloce, perchè, come sapete, da quando sono bi-mamma i miei tempi si sono ancora di più super-ristretti, non c'è proprio nulla da fare al riguardo...

Ingredienti
un certo numero di ciliegie tagliate a metà per privarle del nocciolo
un rotolo di pasta frolla pronta
250g di ricotta
125g di zucchero
4 uova
50g di frumina
1 bustina di vanillina
scorza di limone
un pizzico di sale
zucchero al velo per guarnire.

Ho snocciolato le ciliegie tagliandole a metà, ho stesso la pasta frolla nello stampo, l'ho bucherellata e ho sparso le ciliegie spolverizzate di zucchero al velo.


Ho mescolato la ricotta con lo zucchero, ho aggiunto la vanillina, la scorza di limone, i tuorli d'uovo uno alla volta e la frumina. Ho montato a neve gli albumi con un pizzico di sale e li ho uniti al composto.
Ho versato il composto sopra le ciliegie, chiuso ai bordi la frolla e infornato a 180° per circa 35-40 minuti.
No, non sono pentita di aver usato la frolla pronta.
Sì, la torta ha avuto vita brevissima.
Quasi non riuscivo a scattare la foto.



La ricetta la dedico in maniera particolare alla mia amica (e mamma pure lei) Daniela :)

Buona settimana a tutti!

Foto: Cristina

mercoledì 11 maggio 2016

Sono giorni che...

Sono giorni che vorrei scrivere, ma non scrivo.
Sono giorni che ho in testa post che non ho ancora scritto.
Ricette fotografate, pensieri immaginati, appuntamenti da segnalare, libri di cui mi piacerebbe parlarvi, ma niente.
Che poi sto anche lavorando alla nuova versione del blog, che se ne sta lì sospesa, tra color che sono semplicemente "non finiti".
Disorganizzata chi? Io?
Ma no, è solo la mammitudine.
E' la mammitudine che ha il sopravvento su tutto il resto.
E amen.
E per mammitudine non intendo solo provvedere ai tanti piccoli bisogni dell'ultimo arrivato, ma provvedere a tutti quelli di casa, dedicare il mio tempo prima a loro e poi al resto, con calma.
In questo periodo ho letto post, ho visto una fiction e un film a tema mamme che cercano di fare tutto.
Anni addietro ero anch'io una di loro e più facevo quadrare gli equilibri, più mi sembrava di non fare abbastanza.
Oggi sono diversa, ho maturato la consapevolezza che forse sarà difficile andare a fare rafting in Canada, un safari in Africa o trovare un lavoro da super mega dirigente o che so, tutte quelle cose che quando sei agli inizi, cioè vuol dire quando sei più giovane, ti sembra di poter fare, lo farai domani, sicuramente lo farai, senza ombra di dubbio.
No, non mi sono trasformata in Nonna Abelarda, magari un po' in Nonna Pina, la mia adorata nonna che saggiamente diceva "c'è un tempo per ogni cosa e ogni cosa a suo tempo".
Ecco.
Questo per me è il tempo della mammitudine e - sapete una cosa?- mi piace.
Mi piace come un piatto che non avevi mai voluto assaggiare, senza un motivo, non volevi e basta e poi ti capita di assaggiarlo e - incredibile!! - ha un sapore divino.
Tra qualche giorno a Milano si riuniranno tante mamme-blogger, ovvero tante splendide donne e tante splendide mamme, tutte insieme al Mammacheblog organizzato da Jolanda e dal suo team di Fattore Mamma.
Grazie alla rete e a questo evento ho avuto modo di conoscere tante persone speciali e un po' mi dispiace non riuscire ad esserci, ma ci sarò grazie ad internet e ai social che sono strumenti preziosi per chi, come me ora, si affaccia sul mondo, grazie ad un computer.
Ma va bene così.
Sono giorni così.
E sono felice così.
Sto facendo un buon lavoro!
E son soddisfazioni.


Se volete partecipare al Mammacheblog a Milano qui trovate tutte le info, affrettatevi, manca pochissimo: http://mammacheblog.com/eventi/

Qui trovate invece i vecchi post sul tema: http://udinelamiacittaenonnapina.blogspot.it/search/label/Mammacheblog

A presto :)

Foto: Cristina


lunedì 2 maggio 2016

Le ricette del lunedì: muffin salati alle zucchine

Non sono sparita, solo un po' presa.
Troppe cose, troppo poco tempo.
Anzi troppo tempo stupendo passato con i miei figli, ecco svelato l'arcano.
Perchè sì, ho deciso di godermeli il più possibile, quello piccolo alle prese con i dentini e quella grande che finalmente ha una camera tutta nuova, il suo mondo di ragazza.
Quella del piccolo invece è ancora work in progress, ma intanto è passato dalla culletta accanto al lettone a quella che sarà la sua camera e al suo lettino.
Un passo alla volta, che, dopo tutto, non ci corre dietro nessuno.
Sto anche lavorando al nuovo blog, ma di questo vi aggiornerò più avanti.
Va a rilento, ma va e quindi alla via così.
Per non lasciarvi troppo tempo senza ricette, vi posto al volo questi muffin salati che sono golosissimi e facilissimi: buoni per la merenda, per un pic nic, per un aperitivo, per un momento di "voglia di salato".
Fate voi ( e se li preparate, fatemi sapere mi raccomando)

Ecco gli ingredienti:

2 o 3 zucchine piccole
4 o 5 fette di spianata piccante
1 spicchio d'aglio
maggiorana
2 uova
200 g di farina autolievitante
80 g di olio di semi di mais
100 g di robiola (ma può andare anche lo yogurt greco, ad esempio)
sale, pepe, olio evo

Ho tagliato le zucchine a pezzettini, le ho rosolate in padella con un cucchiaio d'olio, lo spicchio d'aglio, la maggiorana, poco sale e pepe, all'ultimo ho aggiunto anche la spianata piccante tagliata a striscioline.
Ho mescolato le uova, la robiola, l'olio e la farina.
Ho aggiunto le zucchine con la spianata.
Ho regolato di sale e se l'impasto vi dovesse sembrare troppo saldo, basta un goccino di latte.
Ho riempito 12 stampini da muffin e infornato a 180° per circa 15-20 minuti (la cottura, al solito varia a seconda del forno)

Questo il risultato...


Vi lascio anche un bicchiere di Friulano per l'aperitivo e buona serata!
A presto!!!

Foto: Cristina

lunedì 11 aprile 2016

Le ricette del lunedì: parmigiana di patate e prosciutto cotto

Ieri ho rivisitato una ricetta di Anna Moroni della Prova del Cuoco.
Ebbene sì, pare che i programmi di cucina coincidano con i momenti allattamento e quindi poi non mi resta che sperimentare, perchè mi ingolosisco.
La ricetta di Anna che trovate qui  prevedeva l'utilizzo della mortadella, ma io avevo in casa il prosciutto cotto e degli avanzi di pancetta stufata, per cui ho utilizzato questi ingredienti:

4 patate grandi
1 etto circa di prosciutto cotto e qualche fetta di pancetta stufata
100 g di stracchino
besciamella q.b. (io ho utilizzato mezzo litro di latte, 50g di burro, 4 cucchiai di farina, sale, pepe e noce moscata)
burro, parmigiano, pangrattato

Ho lessato le patate, le ho lasciate raffreddare, spellate e tagliate a fette.
Ho disposto le fette di patata in una teglia imburrata, ho messo le fette di prosciutto e pancetta, lo stracchino a pezzi e cosparso il tutto di besciamella.


Ho fatto un secondo strato e coperto il tutto con la besciamella rimasta, ho spolverizzato di parmigiano e pangrattato.
Ho infornato a 200° per 15/20 minuti, cioè fino a quando si è formata la crosticina.
Questo il risultato


Qui è piaciuto a tutti e voi, cosa ne dite?
Siete ancora in tempo a prepararlo per cena, se non avete altre idee :)

A presto e buon inizio settimana!

Foto: Cristina

mercoledì 6 aprile 2016

La mia fotografa

Ho una ragazza per casa.
Fatico a ricordare il tempo in cui la tenevo in braccio,
come ora - mentre scrivo - sto tenendo l'altro, il nuovo arrivato paffutello e gorgheggiante.
Ho una ragazza che toh...è diventata d'un tratto più alta di me.
Ha una cameretta nuova, piena delle sue cose più di ragazza che di bambina.
E' un po' meno chiacchiericcia, a volte un po' lunatica.
Guardiamo assieme più i telefilm che i cartoni animati, cuciniamo assieme, ci facciamo le unghie e ci scambiamo i trucchi, programmiamo viaggi per il mondo.
Ha ancora la passione per la storia, la danza e... la fotografia.
La mia ragazza ora ha il suo profilo instagram e io le faccio pubblicità, senza giri di parole, perchè penso che se lo meriti e stop.
Ecco se volete dare una sbirciata e metterle qualche mi piace, la trovate qui e non aggiungo altro: 









E sì sono una mamma orgogliosa, non ci posso far niente :)

Foto: dal profilo Instagram di Elena - ele.zaza03

lunedì 4 aprile 2016

Le ricette del lunedì: zucchine ripiene

Eccomi qua per iniziare la settimana con una ricetta mediamente veloce che ho sperimentato giorni fa dopo aver acquistato delle belle zucchine tonde, che sono state la mia fonte di ispirazione.

Ingredienti:

zucchine tonde
100 g di robiola
4 fette di prosciutto cotto
1 uovo
parmigiano
pangrattato 
maggiorana
1 spicchio d'aglio
sale, pepe, olio evo

Ho scavato le zucchine, le ho salate e lasciate riposare a testa in giù. Ho tritato la polpa e l'ho fatta rosolare in padella con due cucchiai d'olio e uno spicchio d'aglio, maggiorana, sale e pepe. Ho tolto l'aglio e lasciato raffreddare.
Ho tritato il prosciutto, l'ho mescolato alla polpa di zucchina, ho aggiunto l'uovo, la robiola e due cucchiai di parmigiano.
Ho riempito le zucchine, dopo averle risciacquate, e le ho messe in una teglia unta d'olio.


Le ho spolverizzate di pangrattato mescolato con il parmigiano e le ho cotte in forno a 180° per circa un'ora (i primi 40 minuti coperte, poi con la funzione grill perchè si formasse un po' di crosticina).
Vanno servite tiepide.


Se le provate fatemi sapere e se avete altre ricette con questo tipo dii zucchina sono pronta a sperimentarle.
Nel frattempo buon inizio settimana!

Foto: Cristina



venerdì 25 marzo 2016

Dal Diario di Lei: Lei pensa che non sia il momento di piangere

Lei stanotte non riusciva a dormire.
E quando non dorme, Lei pensa.
Riflette, rimugina.
La sera prima aveva visto tante facce del suo vecchio lavoro, sì quello in politica.
Certo le hanno parlato tutti, le hanno chiesto se Alessandro dorme e mangia, se Elena ha scelto la scuola superiore e altre "cose da mamma", perchè le "cose della politica", a quanto pare, non fanno più per Lei, Lei che non è più Cristina, ma la moglie di Giusto e la mamma di Elena e Alessandro, questo è Lei per il resto del mondo.
Lei però non è solo questo: si interessa ancora di politica ed è, ad esempio, una blogger e fa un altro lavoro anche, insomma avrebbe mille argomenti di conversazione oltre a moglitudine e mammitudine.
Lei ricorda che non molto tempo fa, ad un corso di comunicazione, chiesero ai partecipanti cosa sognavano da ragazzi di fare da grandi.
Lei rispose che avrebbe voluto scrivere un romanzo di successo e diventare ministro degli esteri.
Forse ve l'avevo già detto.
In questi giorni Lei ha letto con disappunto che una donna incinta non può candidarsi a sindaco. Lei avrebbe detto che la signora in questione forse non è la più indicata, per le sue posizioni estreme, perchè per governare è necessario mediare e non solo attaccare, ma perchè? Perchè invece si è parlato solo dei pro e dei contro dovuti alla sua gravidanza???
E poi l'alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza europea si è messa a piangere...
Ok, Lei non ci sta.
Molti hanno detto è umana, altri, tra cui la candidata a sindaco di cui sopra hanno sbraitato, purtroppo confermando l'opinione che, no, non si governa per estremismi: lei offesa, offende e non è così che funziona.
Eppure, Lei confessa a voi su questo blogghetto che  solo pochi ma buoni leggono, che quelle lacrime le hanno fatto una gran rabbia.
Le avrebbe comprese in privato, ma in pubblico no.
In pubblico sono state un errore.
L'alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza non può mettersi a piangere davanti al mondo, è un'ammissione di debolezza che proprio non va.
Lei ci rappresenta, rappresenta un intero popolo europeo ferito e spaventato da un terrore subdolo che proprio questo vuole: vuole che siano le emozioni, o peggio, l'emotività a prendere il sopravvento, il caos a prevalere sulla razionalità.
Le sue parole, le sue dichiarazioni, il suo ruolo sono stati inficiati da quel pianto.
Se tuo figlio - tanto per ragionare da mamma - piomba in camera nel cuore della notte e ti dice che ha avuto un incubo o che ha paura del temporale, tu, mamma che fai? Ti metti a piangere assieme a lui?
Se tua figlia sta male, magari al punto da doverla portare in ospedale, che fai? Ti metti a piangere?
Quante volte la vita di mamme, mogli, figlie, sorelle, amiche ci pone di fronte a situazioni in cui ci si fa forza e si mandano giù le lacrime, perchè, no, non è quello il momento di piangere.
Ci vuole tanta forza, ma è per questo che, anche se spesso non ce lo ricordiamo, siamo dei punti di riferimento di cui non si può fare a meno.
Viviamo tempi difficili e no, non è proprio il momento di mettersi a piangere.
Ora l'ho scritto e mi sento meglio.
No non sono una scrittrice di successo e no non sono un ministro degli esteri.
Sono una mamma con un bimbo di tre mesi in braccio che scrive da una cucina qualunque, di un paese qualunque, in un giorno qualunque.



To be continued...

Immagine presa dalla rete

lunedì 21 marzo 2016

Le ricette del lunedì: torta all'ananas

Questa volta ho deciso di iniziare la settimana con un dolce e anche in questo caso la mia fonte di ispirazione è stata Benedetta Parodi, del resto ormai io e Alessandro abbiamo lei come compagnia per la merenda del pomeriggio :)
Cliccando qui trovate la sua ricetta, questa invece è la mia variante.

Ingredienti:

100 g di zucchero
150 g di burro
3 uova
200 g di farina autolievitante + 50 g di frumina
latte q.b.
cannella
1 bustina di vanillina
un pizzico di sale
Fette di ananas (ho utilizzato quelle fresche che si trovano al supermercato)

Ho imburrato lo stampo e ho spolverizzato la base di zucchero e cannella e ho sistemato le fette d'ananas.


Ho mescolato il burro morbido, lo zucchero, la vanillina, poi ho aggiunto le uova, un pizzico di sale e le due farine setacciate, ho aggiunto alla fine un po' di latte per rendere più vellutato l'impasto che ho versato sopra le fette d'ananas.
Ho cotto la torta in forno a 180° per 40 minuti.
L'ho lasciata intiepidire e l'ho rovesciata. Che ne dite? Non è bellissima?


Un poco di zucchero a velo ha completato il tutto.
A noi è piaciuta molto, fatemi sapere se la provate anche voi.


Ah, dimenticavo! Ho utilizzato lo stesso impasto per un plumcake con le gocce di cioccolato, ottimo per la merenda e per raccogliere le idee per modificare questo blog e renderlo ancora più carino.


Ci stiamo lavorando, solo un po' di pazienza e presto sarà on line.

Stay tuned!

Foto: Cristina

lunedì 14 marzo 2016

Le ricette del lunedì: pesce al forno del venerdì

Come promesso sul mio profilo Instagram eccovi la ricetta del mio pesce del venerdì.
La ricetta non è mia, ma della mia mamma che preparava cosi i filetti di pesce di cui mio papà era particolarmente ghiotto.
Si tratta, come al solito, di un piatto semplice, con pochi ingredienti, ma tanto sapore.

Ingredienti

Un filetto di pesce a vostra scelta;
una patata grande o due medie;
pangrattato, circa quattro cucchiai;
due cucchiai di parmigiano;
prezzemolo;
uno spicchio d'aglio;
sale, pepe, olio extravergine d'oliva

Ho frizionato il pesce con olio, sale (ho utilizzato il sale rosa) e pepe (ho scelto quello bianco);
ho tritato l'aglio e il prezzemolo assieme, mescolato il trito al pangrattato, al parmigiano e aggiunto tanto olio quanto ne occorre per amalgamare il tutto; ho regolato di sale e pepe.
Ho tagliato le patate fini e le ho disposte sul filetto, fino a coprirlo parzialmente.


Ho completato con il composto di pangrattato e prezzemolo sparso qua e là


e infornato a 180° per 20 minuti coperto e poi scoperto per altri 5 o 10, ovvero fino a quando si gratina per bene.
Ho servito caldo con un bicchiere di vino bianco secco e fresco.



Buon inizio settimana e... Se provate la mia ricetta (questa o altre) fatemelo sapere :)

Foto: Cristina

sabato 12 marzo 2016

Dal Diario di Lei: Lei non è una buona mucca

Lei ricorda una bimbetta curiosa in piena "fase dei perchè", che la tempestava di domande su questo e quell'argomento.
Domande dirette,
a bruciapelo,
senza possibilità di sviare il tema.
"Dov'è finita la tua mucca, mamma? Sta dormendo adesso?"
Bimba pensava che Lei avesse una mucca addormentata dentro la tetta.
Ecco perchè la mucca non faceva più latte!
Quando Lei è diventata mamma per la seconda volta e le sue tette sono diventate magicamente da calendario, non ha potuto fare a meno di pensare:
"Toh, la mucca si è risvegliata. Chissà se questa volta sarà una buona mucca."
La prima volta era stata una mucca scarsa, ma era la prima volta.
Ora Lei voleva assolutamente fare del suo meglio.
Lei si era preparata.
Era pronta.
Il web ogni giorno sforna quintalate di bite sul tema, facendo dell'allattamento materno uno degli argomenti più discussi in assoluto.
La prima volta Lei si era sentita una madre non adeguata.
L'avevano fatta sentire così.
E ne aveva sofferto.
Ci hanno provato anche questa volta.
Ripetendole il sacro mantra: "Continui con la stimolazione, insista, il latte verrà!"
Ma Lei non produce figli, ma piccoli giganti famelici e la sua mucca, ahimè, non è una buona mucca, perchè nonostante le insistenze, anche questa volta si è tarata sulla versione contagocce.
Lunedì sono tre mesi.
E da qualche giorno, pare che mucca si sia addormentata definitivamente.
Lei e Ometto non si sono persi d'animo.
Ometto le tiene ben salda la mano.


E questo la rende felice.
Lui sta bene, cresce bene, in barba alle bizze della mucca riottosa.
Lei pensa che sarebbe stato bello e buono allattare ancora un po' ma, come dodici anni fa, ha la coscienza di aver fatto del suo meglio.
Lei ammira chi ce la fa.
Ma ringrazia di cuore chi ha inventato il latte artificiale, che mai e poi mai sostituirà quello materno, ma è fondamentale per casi come il suo.
Lei non è una buona mucca, ma cerca di essere ad ogni istante una buona mamma.

Dedicato a tutte le mamme che hanno avuto e avranno problemi con l'allattamento al seno.
Se vi va di raccontarmi la vostra esperienza sarò lieta di leggervi e condividerla con voi.

To be continued...

Foto: Cristina

lunedì 7 marzo 2016

Le ricette del lunedì: orzotto con verdure

Eccoci qua. Inizia una nuova settimana.
Il tempo è indeciso, come una donna davanti all'armadio: cosa mi metto oggi? Inverno o primavera?
Pioggia o sole?
Noi (io e il Pupo in versione koala) siamo al calduccio, con un occhio al computer e uno a Heidi (sì perchè io e lui al mattino ci godiamo i cartoni vintage).
In realtà lui si è appisolato, ma Heidi è Heidi :)
Ok, ora però vi posto la ricetta, poi ci aspetta la pediatra, quindi dobbiamo prepararci!

Questo lunedì vi lascio un orzotto con le verdurine.
L'orzo mi piace molto, non si rovina se cuoce un po' di più (cosa che può succedere se si ha un pupo che ti reclama sul più bello) e poi è buono anche se riposa un po', tipo quando un marito troppo impegnato ti dice che arriva tra cinque minuti e poi - se va bene - passa mezz'ora.

Orzotto alle verdure

Ingredienti

orzo (circa una tazzina da caffè a persona)
soffritto di cipolla, carota e sedano (confesso: ho utilizzato quello surgelato, sempre per ragioni di tempo legate ad un certo pupo)
pisellini
finocchio (ho recuperato tutti gli scarti dei finocchi che avevo fatto gratinati al forno)
prezzemolo
parmigiano
sale, pepe, olio extravergine d'oliva.
Se avete del brodo vegetale è perfetto.

Ho tagliato gli scarti dei finocchi;


fatto soffriggere le verdure in due cucchiai d'olio;


aggiunto l'orzo perlato che avevo, precedentemente sciacquato, l'acqua fino a coprirlo, ho regolato di sale e fatto cuocere per circa 20-25 minuti.
Ho servito l'orzotto tiepido con un spolverizzata di parmigiano, una macinata di pepe e del prezzemolo fresco.


Ecco qua, spero di avervi dato una buona idea, magari per pranzo, in questo inizio settimana di fine inverno, che - speriamo - divenga presto primavera.
A presto...

Foto: Cristina

sabato 5 marzo 2016

Sabato mattina e... riflessioni sulla mammitudine

Sabato grigio, pensieri sparsi.
Evidentemente il grigio-pioggia è una tonalità che mi ispira.


Interno cucina,
la musica di RDS in sottofondo,
i gorgheggi di un pupo sorridente accanto a me,
il computer, la tastiera, le email, le notizie.
Una sbirciata ai social network.


La soddisfazione per un'amica di internet, di una mamma come me, Jolanda e il bell'esempio dell'azienda che ha creato assieme al marito Paolo, che è agli onori della cronaca in questi giorni, per essere un'azienda che dà lavoro alle mamme.
Oddio...
E' una notizia data con lo stesso impeto di passione di quando viene al mondo un piccolo di panda o di giaguaro delle nevi.
Riflettevo su questa cosa della mammitudine.
Su quando, mamma da poco della prima figlia, mi sentivo dire sul posto di lavoro, da persone che per altro sono certamente lì a stracciarsi le vesti in prima fila per la cosiddetta "famiglia tradizionale" (altro tema trito e ritrito di questi giorni) - "Non penserai di fare questo o quello? Sei mamma ora" - "Ma come fai a fare tardi o ad andare a questa o quella cosa? Con chi lasci tua figlia? - "No, non venire con noi a cena, non devi andare da tua figlia? Non devi allattare?" e potrei continuare.
Mi sentivo ferita allora.
Mi avevano ferita e alla fine, nonostante tutti i salti mortali, quel lavoro si è concluso, ma non per il mio essere mamma - mi sono detta - ma perchè così doveva essere, perchè non era l'ambiente in cui valeva la pena di restare.
Oggi a dodici anni di distanza, sento ancora che ben poco è cambiato, anche se a me le cose vanno meglio di allora, ma in generale c'è ancora una lunga, lunga strada in salita da fare.
Eppure la mammitudine non andrebbe bistrattata, andrebbe studiata.
Avete presente la pietra filosofale?
Quella che cercavano gli alchimisti del tempo che fu?
Quella che avrebbe consentito loro di trasformare il comune metallo in oro?
Ebbene, sarà perchè oggi ho allattato alle 4.00
E alle 5.30 aiutavo la figlia grande a ripetere storia per la verifica e per placare la sua ansia.
Mi è venuto in mente, dopo due tripli caffè e una nuova tornata di cambio pannolino - allattamento - cambio pannolino, che le mamme sono proprio la pietra filosofale dei nostri giorni.
Le mamme trasformano in oro il tempo, perchè non ne hanno mai abbastanza e quindi sanno utilizzarlo nel modo migliore possibile.
Le mamme sono straordinarie organizzatrici, sono fantastiche economiste e preziose motivatrici, nonché straordinarie educatrici.
Questo siamo.
Questo dobbiamo essere orgogliose di essere.
Questo dovremmo portare come il punto di forza nei nostri curricula, di pari passo ai titoli di studio, alle conoscenze linguistiche (inserendo fra l'altro l'interpretazione dei lamenti e/o gorgheggi del neonato, perchè questa lingua l'abbiamo parlata e la continuano a parlare tutti in tutto il mondo, altro che inglese!) e informatiche.
Perchè siamo un compendio di soluzioni ad una vera enciclopedia di problematiche del quotidiano.
E questo lo dico perchè ci tengo.
E lo so che non è la festa della mamma, quando di questi pensieri se ne scrivono a tonnellate, per poi dimenticarle il giorno dopo, se non il giorno stesso.
Queste sono cose che scrivo perchè vorrei risultare noiosa, perchè dovrebbero essere ovvie e invece...
Ahimè non lo sono.
Ancora, oggi, nel terzo millennio, nei tempi di 2.0, 3.0 e chi più ne ha più ne metta in progress, le mamme stanno spesso ancora allo 0.0
Ecco ora che l'ho scritto, nero su bianco, mi sento meglio.
Del resto un certo filosofo non diceva "penso, quindi sono"?
Ebbene eccomi qua, in tutta la mia gioiosa mammitudine, a scrivere per chi è in difficoltà e quindi è certamente meno gioiosa e meno ottimista.
A ringraziare Jolanda e Paolo e spero anche le tante Jolanda e i tanti Paolo che sono esempi analoghi, sparsi per l'Italia, come ad esempio un mio amico professore, che mi ha offerto una collaborazione interessante a pochi mesi dal parto (e non lo ringrazierò mai abbastanza per l'opportunità).
E penso anche alle "non mamme" che faticano ogni giorno su altri fronti non propriamente mammeschi, ma molto donneschi come la mia amica Marina, che c'è sempre anche se lontana.
Ecco, iniziare il week end con tanti bei pensieri mi piace.
E scusate se è poco.
Buon fine settimana e a lunedì con le ricette del lunedì.
Baciiii :)

Foto: Cristina
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