Dal Diario di Lei: la seconda volta
Lei osserva la nebbia e gli irti colli fuori dalla finestra, si lascia avvolgere dal grigiore, mentre stringe una manina paffuta. Nella casa c'è odore di zuppa calda, mentre il proprietario della manina paffuta di cui sopra emana un profumo dolciastro che è la sua ultima droga, (anche se poco dopo un sospiro accorato lo stesso aroma si modifica in un'altra tipologia di olezzo, che Lei pensa sia decisamente poco letterario da descrivere). Da meno di due mesi Lei è tornata nel loop "cambio, poppata, ruttino, nanna, cambio, poppata, ruttino, nanna, etc..." Erano passati dodici anni dall'ultima volta, la prima e l'unica che le era capitato di vivere. Lo sguardo assonnato, l'occhiaia pandesca, il capello legato e comunque scomposto e quelle macchie biancastre sulla spalla del pigiama, dicono che sì, a quarantuno anni c'è ricaduta per la seconda volta. La seconda volta non è la prima. No davvero, sembra un ovvietà, ma non lo è. Per questo Lei vuole...