lunedì 5 giugno 2017

#MammeinParlamento

E' tanto, troppo tempo che non scrivo in questo spazio.
Un po' è la mancanza di tempo, in giornate stracolme di impegni tra lavoro, casa, marito e figli ovvero - nel giusto ordine - tra figli, marito, lavoro e casa e un po' la pigrizia che, una volta sbrigato tutto il possibile mi assale, inutile nasconderlo, inutile celarsi dietro a un dito.
Perchè per scrivere ci vuole un momento dedicato, soprattutto se si vuole comunicare qualcosa a chi sai che ti sta leggendo, a chi sai che ti aspetta e che si sta chiedendo perchè non lo fai più.
E le giornate passano veloci e, di colpo, non sono più giornate, ma mesi.
E' un periodo strano.
In cui devo prendere decisioni importanti che riguardano proprio l'organizzazione delle mie giornate e del mio tempo.
Elena stava crescendo e pensavo di aver finalmente trovato (o ritrovato) un equilibrio, ma diciassette mesi fa è arrivato Alessandro e sono ripiombata di colpo, dopo 13 anni, nel tunnel dell'incastro magico.
E sono più stanca.
E a volte vorrei mollare tutto lavorativamente parlando, perchè quando lui si avvinghia a me con le manine appiccicose e lo sguardo implorante, la fermezza di lasciarlo in mani altrui è più debole di un tempo.
Mi sarebbe piaciuto andare a Roma per partecipare a questa bella iniziativa organizzata da Fattore Mamma in collaborazione con Italian Digital Revolution



ma non mi sarà possibile, per i motivi di cui sopra (figli, marito, lavoro, casa).
Però il tema è importante ed è fondamentale che se ne parli e che se ne discuta nei luoghi giusti.
Abbiamo bisogno non solo di leggi che rendano la maternità non un incubo, ma un bel progetto da intraprendere senza patemi e ansie da oddiocomefaccio, oddioseperdoillavoro, oddiocomefaremoamantenerlo, oddiocomefaròafaretutto. 
Abbiamo bisogno di un radicale cambio di mentalità su queste tematiche, perchè il nostro Paese sta invecchiando e, anche se i nostri anziani costituiscono una ricchezza inestimabile, abbiamo bisogno di bambini, abbiamo bisogno di futuro per portare avanti il meglio di noi, la nostra straordinaria essenza.
Bisogna partire dal mondo del lavoro, perchè il nostro tessuto produttivo è fatto di tante piccole e medie aziende, dove una maternità è spesso un problema, perchè il venir meno di una persona nel piccolo, non ha lo stesso impatto che nel grande e se poi quella persona è una lavoratrice autonoma o una libera professionista, la situazione è ancora più complessa. 
Ben vengano i bonus asili nido, ma che senso ha un bonus asilo nido se abbiamo asili nido che chiudono alle 4 del pomeriggio? O che sono chiusi a luglio e agosto?
E che senso ha il bonus baby sitter fatto solo per evitare il congedo parentale? Scusate ma la baby sitter non serve solo nei primi mesi di vita del bimbo, anzi! Nei primi mesi di vita del bimbo, visto che sarebbe cosa buona e giusta allattare, serve proprio il congedo tranquillo per la mamma che deve ripigliarsi da tutto un po' e godersi suo figlio e la baby sitter serve dopo quando la mamma riprende il lavoro, quando il bimbo si ammala e non può andare al nido e non ci sono i nonni vicini o viventi e nemmeno il papà, perchè il congedo per i papà ha proporzioni ridicole, rapportato alle necessità che si presentano per accudire un bimbo nei primi anni di vita.
Bisogna creare un tessuto normativo concreto e a reale misura di mamma e papà, non provvedimenti spot inventati per rimediare un consenso in più quando si è in odore di campagna elettorale.
Ci vogliono risposte a richieste precise e spero che in un'occasione come questa le mamme facciano sentire forte e chiara la loro voce.
E che pretendano un cambio di rotta articolato su più fronti: da quello del lavoro, al welfare, alla sanità, alla scuola, ai servizi.
Perchè migliorare è possibile, ma finchè non se ne discute in maniera seria, altre problematiche passano avanti e la maternità finisce in fondo alla fila, per essere tirata fuori appunto in zona cesarini, in questo o quel programma elettorale, giocando a chi la racconta meglio.
Ecco.
Questa è solo una mia piccola riflessione, scritta di getto e che non mi soddisfa, perchè, appunto è un tema complesso, che non può esaurirsi in poche righe. La lascio comunque andare qui, nel mare di internet, quasi fosse un messaggio in bottiglia, indirizzato a quelle mamme e donne che domani saranno a Roma.
Un piccolo gesto di vicinanza, di sorellanza.
Internet, strumento ormai fondamentale d'opinione e condivisione, può essere un alleato potente per le mamme, per cambiare le cose. 
Lo dobbiamo alle nostre figlie e anche ai nostri figli. 
Dobbiamo muoverci e scrollarci dal torpore della sterile lagnanza per consegnare loro un'Italia migliore.
Sono tempi difficili, ma, come genitori, siamo abituati alle difficoltà e soprattutto alle sfide.
Oggi giorno è una sfida, perchè non esiste il manuale del genitore, non ti dicono veramente come sarà quando esci da quell'ospedale con uno o più frugoletti al seguito.
L'essere genitore si costruisce ogni giorno e ogni giorno possiamo provare a rendere questa sfida un pochino meno complicata, un pochino meno esercizio di giocoleria pesante.
Si può fare e quindi
FACCIAMOLO!
Stop.

Fine dell'arringa :)

E buona serata...

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