martedì 2 febbraio 2016

Dal Diario di Lei: la seconda volta

Lei osserva la nebbia e gli irti colli fuori dalla finestra,
si lascia avvolgere dal grigiore, mentre stringe una manina paffuta.
Nella casa c'è odore di zuppa calda,
mentre il proprietario della manina paffuta di cui sopra emana un profumo dolciastro che è la sua ultima droga,
(anche se poco dopo un sospiro accorato lo stesso aroma si modifica in un'altra tipologia di olezzo, che Lei pensa sia decisamente poco letterario da descrivere).
Da meno di due mesi Lei è tornata nel loop "cambio, poppata, ruttino, nanna, cambio, poppata, ruttino, nanna, etc..."
Erano passati dodici anni dall'ultima volta, la prima e l'unica che le era capitato di vivere.
Lo sguardo assonnato, l'occhiaia pandesca, il capello legato e comunque scomposto e quelle macchie biancastre sulla spalla del pigiama, dicono che sì, a quarantuno anni c'è ricaduta per la seconda volta.
La seconda volta non è la prima.
No davvero, sembra un ovvietà, ma non lo è.
Per questo Lei vuole annotare questa sorta di assioma rivelato.
Lei vuole fermare questa considerazione fondamentale e non farla scivolare nell'oblio della nebbia.
Lei vuole comunicare al mondo la sua serenità.
Non c'era serenità quella prima volta,
c'erano ansie, paturnie, paure,
c'era il desiderio di evadere, di tornare a correre,
la speranza di riuscire a tornare come prima, bruciata dalla consapevolezza che nulla sarebbe tornato come prima.
Ora no.
Non c'è nulla di tutto ciò.
C'è invece una grande calma.
Anche quando tutto e tutti le vorrebbero far perdere questa sorta di stato di grazia.
Ebbene Lei vuole informare il mondo
che Lei è più forte del mondo
e il mondo non le farà perdere la certezza maturata.
Quella certezza incrollabile,
maturata un giorno di dicembre in un'arida sala operatoria
quando era la paura,
sì la paura che qualcosa di terribile potesse succedere,
che poi è divenuta gioia per quel qualcosa di meraviglioso che è la vita:
una nuova vita,
perchè quando quegli occhioni la guardano,
tutto acquisisce un senso autentico,
come se alla sua esistenza si fosse aggiunto un nuovo sapore.
Lei non pensa che sia e sarà tutto rose e fiori,
sa che non è e non sarà sempre così,
ma non le importa.
Le importa solo che le è stata offerta una seconda volta.
Una seconda volta per guidare primi passi e prime scoperte,
una seconda volta per stringere manine che un giorno dovrà lasciar andare,
una seconda volta per trasmettere conoscenze, idee, pensieri, insegnamenti,
una seconda volta per confrontarsi con un'altra persona
parte di Lei, ma diversa da Lei,
una seconda volta per dare e ricevere un amore che
Lei sa,
sarà per sempre.
Lei, non lo credeva possibile,
eppure si è innamorata una seconda volta
di un paio di manine paffute
che cancellano ogni ombra
dalla nostra vita di adulti complicati
con la potenza della loro tenerezza.


E al solito scusate lo sproloquio di una Lei decisamente lasciatasi andare a ruota libera, ma è colpa della nebbia... e pure degli irti colli :)

To be continued...

Foto: by Elena

4 commenti:

  1. Mia cara, che bello rileggerti!
    Mi ritrovo tantissimo nelle tue parole, la seconda volta c'è una consapevolezza e una serenità tutte diverse.
    Specie penso per noi che abbiamo anche decisamente un'altra età rispetto al primo giro di giostra.
    E goditele tutte! :-*

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  2. meraviglia, e condivido parola per parola. È proprio così, con il secondo ti assapori tutto. Goditelo fino in fondo un grosso bacio

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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