giovedì 5 dicembre 2013

La stanza da stiro

Mi hanno mandato un ferro da stiro.
No, non me lo hanno tirato in testa perchè sono stata sgarbatella, che Lei ogni tanto lo è.
Ma io no, sono generalmente equilibrata (ecco perchè ho bisogno di Lei per i momenti di disequilibrio).
Dicevamo: mi è arrivato questo bel pacco dalla Philips.


Che poi questo è proprio tempo di pacchi.
Ok anche quest'ultima frase può dar adito a molteplici interpretazioni, quindi procediamo.
E' la mia prima recensione di un prodotto.
E chiedo venia se non sarà perfetta.
Che il ferro si chiama "Perfect", ma io sono decisamente "Imperfect"!
Dunque, nessuno mi aveva chiesto di farlo in precedenza, una recensione, intendo..Salvo..
Sì, è vero...
Per correttezza di informazione c'era stata una compagnia aerea, ma io il massimo dei voli li faccio con la fantasia e l'immaginazione, quindi nulla di fatto.
E poi è arrivato questo ferro, dal design un po' alla Star Trek (sempre stata fan di Star Trek, che guardavo assieme a nonna. Ricordo tutto: dal mitico capitano Kirk in avanti).
Perchè mi sono lasciata tentare dall'idea di scrivere proprio di un ferro da stiro?
In effetti non sembrerebbe una cosa romantica o piena di pathos.
E invece sì.
Almeno per me.
Perchè stirare mi porta sempre alla memoria bei ricordi.
Dovete sapere che, in un tempo lontano, c'era una bimbetta che non era ancora nè sorella, nè moglie, nè mamma.
Era solo figlia e nipote.
Soprattutto nipote di una nonna fantastica.
Sì, proprio quella che dà il nome a questo blog.
Nonna dava molta importanza alla stiratura dei vestiti, specie di quelli che realizzava lei stessa e specie se erano di tessuti delicati.
Nella grande casa di allora c'era una stanza, accanto alla cucina: la stanza da stiro.
Nella stanza da stiro si cuciva e si stirava e la bimbetta di cui sopra aveva il suo angolo dei giochi.
Lì aveva riuniti tutti i suoi mondi, che condivideva assieme a bambole e peluches.
Mentre nonna stirava, io nel mio angolo impersonavo il ruolo del momento: eroina di una fiaba, donna di casa, maestra, impiegata, persino titolare di un'agenzia investigativa...
Nulla era impossibile e tutto fattibile nella stanza da stiro, grazie all'ingrediente segreto della fantasia, aromatizzato dal profumo di bucato e di appretto.
E nonna seguiva con pazienza i miei discorsi buffi, mirabolanti, impegnati, improbabili.
Parole, parole, parole, avviluppate in nuvole di vapore svolazzanti, in quella stanza inondata della luce del pomeriggio.
Ora, nell'oggi, fatto di poche certezze e tante incertezze, ho la mia cucina reale, la mia asse da stiro e questo ferro nuovo, ma soprattutto ho la mia Bimba che, mentre stiro, vive le sue avventure e me le racconta con una passione che mi è decisamente familiare.


Cosa mi piace del nuovo ferro, oltre a forma e colore?
Lo strabiliante fatto che si adatti da solo ai tessuti stirabili, perchè mi è capitato (alzi la mano a chi non è mai successo) di scordare la regolazione della temperatura e combinar pasticci.
Altra cosa valida è la piastra ben bucherellata, soprattutto in punta, così i colli delle camicie del consorte sorridono felici e distesi.
E poi si spegne se resta inattivo, che ve l'ho detto che ogni tanto sono sbadatella e non ho l'alibi di una bimba piccola da guardare, mea culpa e basta se faccio danni :)
Infine ha un ottimo sistema di chiusura che lo blocca saldamente alla sua base e che, probabilmente, gli eviterà di fare la fine di un suo cugino un po' più attempato e meno tecnologico, schiantatosi miseramente al suolo anni fa.
Eh..son cose...


NB. Questo è un post sponsorizzato. 

2 commenti:

  1. Che meraviglia di post...sarà anche sponsorizzato, ma mi hai fatto ritornare alla mente tanti ricordi: l'odore di appretto, il ferro della nonna, io che imparavo a utilizzarlo sui panni da cucina...che tuffo nel passato! ^_^

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    Risposte
    1. Anch'io Carla sui panni da cucina.. E come mi sentivo importante!! Grazie, sono contenta che il post ti sia piaciuto. Buona continuazione di giornata :)

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