mercoledì 29 maggio 2013

Dal Diario di Lei: una strada interrotta

Piove.
No diluvia.
E lo sta facendo proprio bene.
Chi?
Non so.
Quello di sopra.
E chi c'è di sopra?
Mah.
Lei ipotizza, ma non ha certezze.
Per cui non glielo chiedete, perchè quando si fa una domanda, di solito si cerca una risposta.
E Lei oggi non è in vena di dare risposte.
Bimba si chiedeva giorni fa: non è che viene la fine del mondo?
Perchè Bimba?
Perchè piove di continuo e il mondo già una volta è quasi finito sotto la pioggia (riferimento al Diluvio ndt)
In effetti...
Lei mumblizza.
Ed è di cattivo umore.
Sì lo so che non è bello, non è politically correct ammetterlo.
Ma è proprio così.
E quando Lei è di cattivo umore i suoi pensieri sono un ammasso, proprio come quelle nuvole grigio piombo di fuori, un ammasso tumultuoso e turbolento che.. occhio..rischia di esplodere da un momento all'altro.
E allora Lei che non può esplodere scrive e utilizza questo spazio di solito tendente al positivo per dare voce a quella parte di lei che quando viene fuori è poco zen.
Lei non capisce.
Siamo il Paese del non-senso
Siamo il Paese più bello del mondo è facciamo di tutto per distruggere questa immagine.
Cos'è che non ci piace?
La bellezza è lenta e lo schifo è rock?
Siamo il Paese dove tutti protestano e pochi si assumono un briciolo di responsabilità di decidere.
Decidere?
Ommmmiodddiooo.
Decidere implica fare una scelta e questo fatto potrebbe rendermi meno simpatico a qualcuno/a
Lei ora vi dice una cosetta: non si può piacere a tutti.
E' il non decidere su nulla,
è il disfare sistematicamente quello che è stato fatto da chi ci ha preceduto, sapendo che chi verrà dopo di noi distruggerà a sua volta (è questa la tanto osannata alternanza democratica?)
che ci sta portando sull'orlo pericoloso del precipizio, il precipizio senza fondo della "non decisione".
In questi giorni, lo dico per chi legge e non è delle mie parti, nella mia regione si è tanto parlato di una strada.
E' una strada con nome e cognome.
Si chiama Palmanova-Manzano.
La signora Palmanova-Manzano è addirittura diventata una star quando un famoso giornalista l'ha portata agli onori della cronaca nazionale, quindi non parliamo di una strada qualunque, anche se magari a voi che leggete questi nomi non dicono nulla.
Ma la fama corre veloci sulle ali dei social network..
Come le star del cinema su cui si sospira, che si aspettano per ore, per anni, per incrociarne anche solo lo sguardo per un millisecondo, la Palmanova-Manzano era attesa dalle mie parti da una ventina d'anni mese più mese meno.
Avete presente come sarà..che so..ehmmm.. Angelina Jolie fra vent'anni?
Una star un po' appannata forse, ma sempre una star..forse sì..o forse no.
Insomma non abbiamo la sfera magica.
Non possiamo dire come sarà domani.
Domani potrebbe anche non esserci (oggi sono nera, ve lo avevo anticipato).
Bene, ma torniamo al punto: dopo anni di tira e molla, di lungaggini burocratiche, di lascia o raddoppia, si era finalmente arrivati al momento decisivo: facciamo la strada, diamo una nuova possibilità ad un'area industriale, che soffre sì, ma non molla, non si dà per vinta.
Una strada risolve?
No, non da sola.
Ma è una strada.
Solo il concetto è un concetto carico di speranza.
Ci avete pensato?
Una nuova strada.
Ripetetelo un attimo.
Ripetetelo prima di iniziare la lunga serie dei se, ma, forse, dunque, ecco, servirà, no, chissà etc.. e concludere con un laconico, vacuo "bisogna ripensare quest'opera".
Ripensare???
Io penso solo che l'ennesima strada si è interrotta, per volontà di pochi che hanno gridato più di altri.
E si avvia ad ingrossare il numero delle tante strade interrotte di questo Paese, sia reali che ideali.
Siamo un Paese di strade interrotte.

Lei non si scusa per lo sfogo.
E solo una cittadina qualunque.


Immagine prelevata dalla rete

7 commenti:

  1. Ciao Cris,,,
    Io nn sono daccordo sulla costruzione della Palmanova Manzano, quella strada avrebbe avuto senso probabilmente anni fa quando c'era molto lavoro e le strade erano impraticabili. Ora come ora sono convinta che tutti i soldi che si sarebbero spesi per questa imponente opera potrebbero servire alle piccole industrie per sopravvivere e non chiudere. Sono fiduciosa, qualcuno dovrà pur esserlo :)Sul concetto di strada son daccordo con te una "nuova" strada un nuovo inizio che pero ora come ora non ha basi per nascere..Per quanto riguarda il tempo facciamo come Rossella O'Hara "domani è un altro giorno". Baci Pam

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  2. Il problema su cui pochi si soffermano è che i soldi ormai stanziati non possono essere spostati dall'oggi al domani su un altro capitolo di spesa. Inoltre la parte consistente del finanziamento arriva dallo stato e ad esso va restituito, posto che l'opera non venga cantierata. La burocrazia che soffoca questo paese non solo ha rallentato in maniera assurda l'iter di quest'opera, ma non farla oggi potrebbe significare davvero restare con un pugno di mosche. Comunque vedremo cosa accadrà e speriamo per il meglio. Grazie Pamela per il tuo commento :)

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  3. Ciao Cristina.
    Bella bella bella questa tua nota. Bella perché da in senso di quanto tu ami la tua terra e questo è lodevole ed emozionante.
    Ti ho citata qui:
    http://farfuglia.blogspot.it/2013/05/veronica-la-premiatrice-d.html
    è solo un premio virtuale ma è il mio ringraziamento.. l'amore per il nostro Paese è l'unica cosa che lo può salvare.

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    1. Ma grazie!!! Hai proprio colto lo spirito del mio sfogo :) Buona giornata a te e a tutti gli altri lettori...Nonostante la pioggia..sigh.. :)

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  4. Cara Cristina, percorro più volte la Palmarina perchè, per mia sfortuna, ho i miei vecchi spesso in ospedale. In ore di punta la strada è completamente vuota. I camion sono rari. Basterebbe fare una variante ed escludere l'abitato di Jalmicco. Rispetto ad anni fa che la coda raggiungeva il chilometro ora c'è il deserto. Abbiamo aspettato le rotonde per 30 anni sulla statale 56!! Non abbiamo la banda larga sull'intero territorio della zona. I livelli di istruzione di imprenditori e lavoratori della zona è bassa. C'è un Istituto secondario per il legno che ha una brutta nomea così che non attira talenti in un momento in cui solo i prodotti di design e qualità hanno mercato. Così è. La nuova strada è l'ultimo dei problemi. E da ambo gli schieramenti politici ci si è arroccati. E' spiacevole.

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    1. Infatti Loretta, secondo me andrebbe fatto un discorso d'insieme che comprenda non solo le strade, ma anche altri interventi come ad esempio quelli che ricordi tu sulla banda larga. Sulla scuola il progetto di "riqualificazione" c'è ed è il collegamento con il liceo delle scienze applicate che è un indirizzo del Malignani di Udine. Come dicevo sopra la mia preoccupazione è che stoppare l'iter di un progetto che era comunque un progetto non porti a nulla di concreto, ma anzi ad ulteriori investimenti a vuoto, come ad esempio..un nuovo progetto che, come tale, dovrebbe ripartire da zero. Vedremo cosa accadrà. Buona continuazione di giornata e grazie per aver contribuito alla discussione!

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  5. ciao :) c'è bisogno di cambiamento mi sa! le situazioni che racconti lerivedo nella mia città in forme diverse ma simili.. bisognerebbe cambiare la mentalità della gente per cambiare qualcosa!
    arrivo dal blog di Kreattiva:)

    http://blogpercomunicare.blogspot.com/

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