sabato 29 gennaio 2011

Un semplice antipasto per tutte le stagioni

Sabato sera, magari amici a cena oppure voi due per una cenetta romantica oppure da soli, ma con il desiderio di viziarvi, ecco un semplice antipasto che adoro, un classico per tutte le stagioni e le occasioni.

Capesante gratinate

Ingredienti (nel mio caso per due)

4 capesante grandi oppure 8 piccole
(le capesante possono essere fresche, nel qual caso vanno pulite molto bene, perché essendo molluschi assorbono di tutto, oppure surgelate. Le surgelate vanno fatte scongelare e poi dovete asciugarle delicatamente, perché trattengono molta acqua, che poi rilascerebbero in cottura. Le trovate surgelate con e senza la conchiglia. Ricordate che le conchiglie, se sono integre, possono essere conservate, perché si lavano tranquillamente in lavastoviglie. Per cui la volta successiva potete risparmiare un po'. Inoltre con le conchiglie potete realizzare dei bei centrotavola o dei segnaposti originali);
alcuni ciuffetti di prezzemolo;
un piccolo spicchio di aglio;
pan grattato (circa tre cucchiai);
2 cucchiai rasi di parmigiano;
olio, sale e pepe.

Lavate e asciugate i molluschi e disponeteli nelle rispettive conchiglie, salandoli e pepandoli leggermente (meglio sarebbe usare il pepe bianco che io prediligo sul pesce, ma anche quello nero va bene).


Tritate il prezzemolo assieme all'aglio (lo spicchio deve essere piccolo, oppure usatene metà, perchè il sapore dell'aglio non deve soverchiare il resto).


In una ciotola mescolate il pane grattugiato, il parmigiano e il trito di aglio e prezzemolo, aggiustate di sale e pepe e unite tanto olio da renderlo morbido, ben amalgamato.


Disponete il composto sulle capesante e infornate a 200° per 10/15 minuti dopo aver posto i gusci su una teglia a bordi bassi, rivestita di carta alluminio. Controllate la cottura e mettente negli ultimi minuti la funzione grill, in modo che la superficie si colori.


Servite caldissime con un bicchiere di prosecco freschissimo.


Buon sabato sera a tutti!

Foto: Cristina

venerdì 28 gennaio 2011

Arte in chiostro

Buongiorno cari lettori, vi segnalo questa mostra che sta per chiudere (fino al 31 gennaio), non solo perchè a me ed Elena è piaciuta molto, ma anche per mostrarvi un altro angolo della città davvero suggestivo.

L'ingresso alla mostra
 Un angolo di silenzio e pace nella centralissima Piazza Primo Maggio.
La mostra si intitola "Calendario dell'Avvento" e lo spazio espositivo è il chiostro interno della basilica della Beata Vergine delle Grazie.

L'interno del chiostro con la veduta del campanile
 Si tratta dell'esposizione di 25 opere, realizzate su lastre di plexiglas a tecnica libera da 25 artisti provenienti da Friuli Venezia Giulia, Veneto e Svizzera.

Opera di Giancarlo Caneva
  

Opera di Cesare Baldassin
Elena l'aveva visitata con la scuola e ha voluto tornarci con me per poter fare le foto

Particolare dell'opera di Gianni Di Lena
e, in effetti, ne valeva la pena, perchè l'allestimento è coinvolgente e c'è sempre quel misto di antico e moderno che a me piace tanto.

Un lato del chiostro

La costruzione del convento di cui il chiostro fa parte risale al secolo XVI, ma venne completata solo nel XVIII secolo, periodo a cui risalgono sia il pozzo

Elena e il pozzo
 che gli affreschi

Particolare degli affreschi del chiostro
 che si possono ammirare tutt'ora.
L'ingresso alla mostra è gratuito, gli orari di apertura sono dalle 8 alle 19, orario continuato. Potete trovare maggiori dettagli a questo indirizzo : http://www.arteinchiostro.it/calendarioavvento/ dove è possibile anche fare un tour virtuale.
Concludo con la mia lastra preferita:

Opera di Enzo Marsi
 e naturalmente quella di Elena:

Opera di Arrigo Poz
E dopo esservi immersi nella pace del chiostro e aver avuto l'illusoria sensazione di poter fermare il tempo,

La meridiana
 potete raggiungere Piazza del Duomo dove da oggi inizia il Festival del Cioccolato :)
Buon ultimo weekend di gennaio!

Foto: Cristina ed Elena

giovedì 27 gennaio 2011

Per non dimenticare mai...



Legge 20 luglio 2000, n. 211

"Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti"

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000
Art. 1.
1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Art. 2.
1. In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere.

martedì 25 gennaio 2011

Una ricetta nuova...

Una delle cose che entusiasmava di più la nonna in cucina era scoprire una nuova ricetta.
Sperimentava e poi, se aveva successo, se il risultato soddisfava il suo palato, aveva l'onore di essere annotata nel suo ricettario.
In questo caso, per quanto mi riguarda, non ho solo elaborato una nuova (nuova nel senso che non l'avevo mai fatta) ricetta, ma ho letteralmente scoperto un ingrediente che finora avevo sempre snobbato: il radicchio rosso.
Mi era capitato di assaggiarlo, ma non mi aveva mai convinta più di tanto.
Un paio di settimane fa: la svolta.
Avevo questi due cespi di radicchio rosso tardivo. Stavano lì, nel frigo, senza troppa convinzione.
Ero partita con l'idea di provare il classico risotto, ma poi mi sono inventata questa lasagna che, credetemi, è davvero deliziosa :)

Lasagne al radicchio rosso tardivo

Ingredienti per 4 persone

2 cespi di radicchio rosso tardivo (devono essere freschi, avere cioè un bel colore e le foglie carnose e non rovinate)
1 cipolla rossa;
150 g di pancetta affumicata a cubetti;
1/2 bicchiere di vino rosso;
olio, sale, pepe, burro, noce moscata, parmigiano grattuggiato;
una confezione di pasta per lasagne (io ho usato la sfoglie grezze di Giovanni Rana);
una confezione di besciamella pronta (se avete fretta) oppure besciamella quanto basta se la fate da voi (in questo caso io ho usato 3/4 di litro di latte).

Lavate il radicchio,


e tagliatelo a listarelle.


Fate soffriggere la cipolla rossa tagliata fine.


Aggiungete prima la pancetta e poi dopo qualche minuto il radicchio, sfumate con il vino rosso, lasciate evaporare e continuate la cottura per circa 15 minuti. Salate e pepate. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare (potete preparare la verdura anche il mattino per poi confezionare le lasagne alla sera).




Preparate una besciamella fluida (o scaldate quella pronta aggiungendo un po'di latte perchè sia più fluida) aromatizzata con la noce moscata.


Imburrate una pirofila, mescolate la besciamella al radicchio e iniziate a comporre gli strati di lasagne, partendo da besciamella e radicchio, poi il "foglio" di pasta, poi di nuovo besciamella e radicchio, avendo l'accortezza di cospargere ogni strato con una generosa manciata di parmigiano grattugiato. Procedete fino ad esaurimento degli ingredienti, l'ultimo strato è di besciamella con parmigiano sopra.


Cuocete in forno già caldo a 200° per 15 minuti coprendo la pirofila con un foglio di carta alluminio. Scoprite e fate andare ancora 10 minuti con il calore da sopra, in modo che si formi una lieve crosticina.


Servite accompagnando con un buon vino rosso. Io ho usato un Cabernet .

Che rivelazione questo radicchio!

Foto: Cristina


martedì 18 gennaio 2011

Antico e moderno

Come vi avevo anticipato, venerdì ho partecipato al convegno "Design e Distretto a confronto. L'esperienza di Matteo Ragni". L'incontro si inquadra in un ciclo di eventi correlati alla mostra "UDesign" che potrete visitare, fino al 27 febbraio, all'interno della chiesa sconsacrata di S. Francesco a Udine.


Ingresso della mostra

Una delle cose che più mi preme sottolineare è la commistione tra antico e moderno che ti colpisce, potente, appena varchi la soglia della mostra.


Un'immagine dell'interno

Partecipanti al convegno

Non credo sia un controsenso, ma anzi una valorizzazione ulteriore di un percorso che dall'arte antica si snoda nei secoli per arrivare a quella che è l'arte oggi, arte di cui il design è una rappresentazione concreta. Parliamo naturalmente di buon design, di quello che ha basi solide, di quello che aiuta le nostre aziende a innovarsi, a contrastare la massa, ad avere un guizzo di entusiasmo creativo: non solo numeri, ma anche interessanti scommesse, che a volte lasciano il segno.

50 anni e 50 designers per Moroso (1952 - 2002)


Affresco nella cappella laterale

Cappelli
Certo pare che tra aziende e designers il rapporto, specie in terra friulana, sia improntato ad una certa diffidenza, ma è come accettare l'idea che un'ardita costruzione di tazzine venga tenuta sotto controllo da un affresco trecentesco. 

Spirale portatazzine Illy Caffè

Affresco  
La chiesa di S. Francesco, sorta nella seconda metà del Duecento è, infatti, uno dei più antichi edifici di Udine. All'iniziale stile romanico si sono susseguiti vari rimaneggiamenti, specie in epoca barocca. Nel 1934 era stato avviato un restauro per cercare di riportare alla luce le strutture più antiche, ma la chiesa subì gravissimi danni a causa dei bombardamenti e di un incendio nel 1945.

Esterno su Piazza Venerio
Fu ricostruita dopo la guerra e oggi, sconsacrata, è sede di mostre ed eventi culturali e si presenta di nuovo al pubblico con il suo rosone, con la sua pianta a croce latina, tipicamente francescana e ciò che rimane dei suoi affreschi.
Di Matteo Ragni trovate notizie dettagliate sul suo sito: http://www.matteoragni.com/
Si tratta di un architetto e designer milanese che si è distinto fin da giovanissimo per la sua capacità e creatività. Nel 2001, ad esempio, è stato insignito del premio "Compasso d'oro" per "Moscardino", piccola posata biodegradabile, oggi presente nella Collezione Permanente del Design al MOMA di New York. Come recitava l'invito " tra le altre consulenze, ha trovato il modo di far riconvertire parte dell'attività di un'azienda del Distretto della Sedia, inventando gli occhiali in legno curvato". Ossia questi:

Produzione W- EYE 2010
Come mamma, infine, ho trovato particolarmente interessante e delicato nella sua genesi un altro dei progetti di Ragni, ossia quello delle macchinine in legno, le potete scoprire qui: http://www.tobeus.it/tagged/home
Padre di tre figli, ha voluto realizzare " un gioco che dura, da conservare, da guardare invecchiare. Da passare ad altri bambini, ai figli dei figli nel tempo"... Anche qui lo scorrere lento da antico a moderno.

Vi saluto con quest'ultimo divertente scorcio:

Drago di Aldo Cibic per Moroso

Foto: Cristina; per gli esterni Elena.

giovedì 13 gennaio 2011

Di pane e cioccolato...

Eccomi qua, data la grande richiesta, con una ricetta a base di cioccolato. Non è la solita torta al cioccolato, è un po'particolare e speziata..Un po' come sono io :)

Torta di pane e cioccolato

Ingredienti:

1/2 Litro di latte;
150 g di pane raffermo;
125 di zucchero;
100 g di cioccolato fondente (io ho utilizzato quello al 75% di cacao);
50 g di burro;
40 g di mandorle in scaglie;
3 uova;
1 tappo e 1/2 di Rum;
1 bustina di vanillina (o qualche goccia di aroma di vaniglia);
noce moscata, cannella;
buccia di arancia;
zucchero al velo.

Grattugiate il pane (se siete masochiste come la sottoscritta, altrimenti frullatelo nel mixer) e lasciatelo ammorbidire nel latte, dopo aver grattugiato un po' di noce moscata e spolverizzato di cannella (usate le spezie con parsimonia, altrimenti rischiano di rendere amaro il composto).




Frullate anche le mandorle e unitele al pane
Lavorate i tuorli con lo zucchero, la vanillina e il rum e quando il composto sarà soffice, unite il burro morbido e amalgamate bene il tutto (qui Elena è stata fondamentale: ha continuato a mescolare, mentre io mi occupavo del cioccolato).


In un pentolino sciogliete a bagnomaria il cioccolato (mi raccomando a fiamma bassissima). Unite il pane e latte al composto di uova e zucchero poi versateci il cioccolato fuso. Montate a neve salda i 3 albumi con un pizzico di sale e amalgamate anche questi delicatamente al composto.



Imburrate uno stampo a cerniera (di circa 26 cm ) e spolverizzatelo di pangrattato, versatevi il composto e infornate la torta in forno già caldo a 180° per circa 50 minuti di cui almeno gli ultimi 10 con il calore da sotto.



Verificate la cottura con uno stecchino, ricordate però che si tratta di una torta che rimane abbastanza morbida all'interno. 
Lasciatela raffreddare e servitela cosparsa dall'immancabile zucchero al velo...



Credetemi, anche solo il profumo che vi ritroverete per casa dopo aver cotto questo dolce vi metterà di buon umore! 

Foto: Cristina

lunedì 10 gennaio 2011

Un dolce avanzo...

Con la ripresa della scuola di Elena comincia ufficialmente il nuovo anno, per farlo dolcemente ho pensato di postare questa ricetta che torna utile se avete un pandoro avanzato dalle feste...

Dessert al pandoro

Ingredienti:

Pandoro avanzato;
crema pasticcera;
fragole o frutti di bosco;
zucchero al velo vanigliato

Per la crema pasticcera utilizzate la ricetta che utilizzate di solito (ne esiste anche un preparato pronto che trovate nello scmoparto dei preparati per dolci al supermercato).
La mia crema pasticcera in dose per due persone è così: mescolo velocemente un tuorlo d'uovo con 4 cucchiai da minestra rasi di zucchero; aggiungo scorza di limone grattugiata, qualche goccia di essenza di vaniglia e un tappo di marsala; mescolo il tutto e aggiungo un cucchiaio da minestra raso di farina. Metto sul fuoco a fiamma bassissima assieme a circa 15 cl di latte a temperatura ambiente e continuo a mescolare finchè non si addensa.


Attenzione non deve bollire, ma sobbollire leggermente per qualche minuto, altrimenti fa i grumi. Tolgo dal fuoco e lascio raffreddare. Infine monto a neve salda l'albume e lo aggiungo alla mia crema.
Taglio le fragole a pezzetti e le condisco con succo di limone, qualche scorzetta (quindi sarebbe meglio che il limone fosse di quelli non trattati) e un cucchiaio di zucchero.




Per creare il piatto, intiepidisco la crema, ci adagio sopra i blocchetti di pandoro e le fragole. Cospargo di zucchero al velo e servo subito...




Quest'anno ho sperimentato la variante coreografica del bicchiere da Martini:
ho preso un bicchiere da Martini, vi ho messo due cucchiai di crema tiepida (riempiendolo circa a metà), un cubetto di pandoro al centro, gli ho fatto sopra una specie di grata con il caramello in tubetto e ho cosparso tutto leggermente di zucchero al velo..La foto non gli rende giustizia..




Buon inizio settimana a tutti!

Foto: Cristina

mercoledì 5 gennaio 2011

L'Epifania tutte le feste porta via...

E prima che se le porti via davvero, devo necessariamente pubblicare (dato che la fotografa, altrimenti potrebbe ritenermi una madre degenere..) le immagini del nostro tour tra i presepi di Grado.
Grado, per chi non la conosce, è una meravigliosa isola, situata nell'omonima laguna dell'Adriatico, che si popola, ovviamente, d'estate, ma che riserva numerose sorprese anche in periodo invernale.
Una di queste è la tradizionale rassegna dei presepi, sparsi non solo nei vari luoghi sacri, come, ad esempio, la basilica o il battistero, ma anche tra le piccole caratteristiche calli e pure..nelle vetrine dei negozi, bar e ristoranti..
E' una vera "caccia al presepe" che potrete, se passate da queste parti, ammirare ancora fino al 16 gennaio.

Sbirciamo in una finestra..




E in una vetrina...



Questo invece era fuori da uno dei ristoranti più celebri dell'isola: la Tavernetta all'Androna...



Proseguiamo con una libera interpretazione della piazza con la storica basilica di S. Eufemia, basilica patriarcale edificata intorno al VI secolo d.C.




Un altra costruzione tipica della laguna: il casone...




Il presepio realizzato con i materiali più diversi, dal classico legno...




Alle stoffe di recupero...



Al mosaico...




E che dire di questo molto fantasioso nel suo mix di materiali?




Non poteva mancare il borgo..



E una nave..



Per quanto riguarda quelli che hanno colpito di più la nostra attenzione per la particolarità questo è quello che ha colpito me...


E questo Elena... (io ho avuto un cedimento..)...



Ma ce ne sono molti altri!!

E intanto i Re Magi stanno arrivando...



E io vi saluto raccomandando a tutte le Befane di vestirsi bene. Gli spifferi sulla scopa sono micidiali!!!

Per info su Grado il sito è http://www.grado.info/
Per curiosità il sito del ristorante è http://www.androna.it/

Foto: Elena
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