lunedì 25 marzo 2013

Una principesca anteprima...la penna di Marina, l'obiettivo di Elena

Il gelo imperversa... quasi da non credere.
Ma si sa, sotto sotto, la primavera è una stagione pazzerella e quindi può capitare anche una giornata ghiacciata come quella odierna..
Basta che duri poco!
La settimana appena trascorsa è stata molto molto intensa e quindi la latitanza dal blog non era negligenza, ma forzata mancanza di tempo.
Rimedio subito con qualcosa, a mio avviso, decisamente bello e interessante, cioè l'anteprima assoluta di un libro.
Sì avete letto bene!!
Amo i libri e la lettura, oltre che la scrittura e amo anche la storia, per cui sono onoratissima di presentarvi un estratto del libro della mia amica, giornalista e scrittrice Marina Minelli che a fine anno ci regalerà una vera chicca per appassionati e curiosi di storia e architettura principesca.
Tra i vari castelli disseminati lungo l'italico stivale non poteva mancare Miramare, l'affascinante castello proteso sul Golfo di Trieste...


Questo post è una sorta di magia a due: l'unione della penna di Marina con l'obiettivo di mia figlia Elena.
Le ringrazio entrambe di tutto cuore.
Buona lettura (in attesa dell'opera completa) e buona visione!


Enormemente suggestivo, carico di ricordi anche se non particolarmente antico, il castello di Miramare ha un’inquietante peculiarietà: chi lo abita è colpito da un destino funesto. 
L’arciduca Massimiliano d’Asburgo, fratello minore dell’imperatore Francesco Giuseppe, non solo fallisce in tutti i suoi incarichi, ma diventato imperatore del Messico, finisce fucilato dai ribelli; sua moglie Carlotta del Belgio, che lo segue nell’impresa messicana e poi torna invano in Europa a chiedere aiuto, finisce per sprofondare nelle tenebre della follia. 
L’imperatrice Elisabetta, moglie di Francesco Giuseppe, che detesta Vienna e adora il mare, vi sosterà spesso prima di essere assassinata a Ginevra nel 1898; anche l’erede al trono Francesco Ferdinando soggiorna a Miramare, qualche mese prima della tragica fine a Sarajevo. 
Infine l’ultimo “inquilino”, il bellissimo, affascinante e intrepido principe Amedeo di Savoia, duca d’Aosta, cugino di re Vittorio Emanuele III, cadetto senza speranza di trono, ma ufficiale amatissimo dai suoi soldati, che muore prigioniero degli inglesi, dove aver invano resistito sull’Amba Alagi. 
Una serie preoccupante di drammi e tragedie che oggi comunque è definitivamente interrotta perché il castello bianco piantato su uno sperone carsico in faccia ad un mare bellissimo, è diventato un museo. O meglio una casa museo dedicata ai personaggi che qui hanno vissuto. Miramare e il suo parco sorgono per volontà dell’arciduca Massimiliano che decide, intorno al 1855, di farsi costruire alla periferia di Trieste una residenza consona al proprio rango, affacciata sul mare e cinta da un esteso giardino. 
Ufficiale di Marina e da sempre affascinato dal mare, Massimiliano è conquistato dall’impervia bellezza del promontorio di Grignano, e verso la fine del 1855 acquista vari lotti di terreno. I lavori iniziano nel marzo del 1856, un anno e mezzo prima del suo matrimonio con Carlotta, la figlia del re del Belgio Leopoldo i. Alla Vigilia del Natale del 1860 Massimiliano e Carlotta, prendono alloggio al pianoterra dell’edificio, un palazzo, progettato dall’ingegnere austriaco Carl Junker, in stile eclettico secondo la moda dell’epoca. 
L’edificio si rifà all’architettura gotica, ma anche al Rinascimento, secondo i dettami della corrente – di gusto chiaramente neomedievale – definita romantisches Historismus. Il tutto si integra perfettamente con l’ambiente perché a Miramare Massimiliano, grande appassionato di botanica, desidera attuare una sintesi perfetta tra natura e arte, profumi mediterranei e austere forme europee, ricreando uno scenario assolutamente unico grazie alla presenza del mare, che detta il colore azzurro delle tappezzerie del pianoterra del castello, e ispira nomi e arredi di diversi ambienti. Massimiliano e Carlotta si riservano il pianoterra, intimo ed elegante, mentre di sopra gli ospiti restano abbagliati dai sontuosi ornati istoriati di stemmi e dalle rosse tappezzerie con il simboli imperiali. 
Il castello, per volontà dello stesso arciduca, è tutt’uno con il suo parco di ventidue ettari di superficie, risultato dell’impegnativo intervento condotto nell’arco di molti anni sul promontorio roccioso di Grignano, che aveva in origine l’aspetto di una landa carsica quasi del tutto priva di vegetazione.
Grossi quantitativi di terreno vengono importati dalla Stiria e dalla Carinzia, e vivaisti soprattutto del Lombardo Veneto procurano una ricca varietà di essenze arboree e arbustive, moltissime delle quali di origine extraeuropea. I lavori, avviati nella primavera del 1856, sono seguiti costantemente da Massimiliano, che non smetterà di interessarsi al suo giardino anche una volta stabilitosi in Messico, da dove farà pervenire numerose piante. Nella zona est prevale la sistemazione “a bosco” che asseconda l’orografia del luogo: alberi alternati a spazi erbosi, sentieri tortuosi, gazebi e laghetti, ripropongono i dettami romantici del giardino paesistico inglese. La zona sud ovest, protetta dal vento, accoglie aree geometricamente impostate, come nel caso del giardino all’italiana antistante al “Kaffeehaus” o delle aiuole ben articolate intorno al porticciolo. Il parco di Miramare, che nelle intenzioni del committente doveva essere una stazione sperimentale di rimboschimento e di acclimatazione di specie botaniche rare, è un complesso insieme naturale e artificiale: in esso è possibile ancor oggi respirare un’atmosfera intrisa di significati strettamente legati alla vita di Massimiliano, e cogliere al contempo il rapporto con la natura che è proprio di un’epoca. In parallelo alla costruzione del castello, Massimiliano fa erigere nel parco il piccolo “Gartenhaus” anche chiamato “Castelletto”, in quanto imita in scala ridotta gli esterni eclettici della residenza principale.
Nel frattempo l’inquieto Massimiliano, diventa viceré del Lombardo-Veneto, ma in piena tensione risorgimentale, dopo due anni rimette la carica nelle mani del fratello e amareggiato torna a Trieste. È a Miramare che una delegazioni di notabili messicani gli offre, su proposta di Napoleone iii, la corona di imperatore . Massimiliano parte nell’aprile del 1864, ma troverà un paese un paese sconvolto dalla guerra civile e in una situazione politica molto più difficile del previsto. Venuto meno l’appoggio delle truppe francesi, Massimiliano è catturato a Querétaro dai repubblicani di Benito Juàrez e fucilato il 19 giugno del 1867. La moglie Carlotta dopo un breve soggiorno a Miramare viene portata in Belgio, dove muore nel 1827.  

Del 1867 il castello accoglie per brevi periodi vari Asburgo, tra il 1869 e il 1896 sono testimoniati almeno quattordici soggiorni dell’imperatrice Elisabetta d’Austria consorte di Francesco Giuseppe, che risiede anch’egli nel Castello nel settembre del 1882, in occasione di una sua visita ufficiale a Trieste. Il 22 marzo del 1900 Stefania del Belgio, vedova del principe ereditario Rodolfo, sceglie la cappella del castello per sposare in seconde nozze il nobile ungherese Elemér de Lónyay. Nel marzo del 1914 l’arciduca Francesco Ferdinando, vi ospita l’imperatore tedesco Guglielmo ii; due mesi più tardi l’erede al trono austro-ungarico verrà assassinato a Sarajevo. Gli ultimi Asburgo presenti a Miramare sono l’ultimo imperatore Carlo e sua moglie, la coraggiosa Zita di Borbone-Parma. Durante la prima guerra mondiale, la mobilia e le opere d’arte del castello sono trasferite a Vienna e al termine del conflitto tutto il comprensorio di Miramare passa sotto l’amministrazione italiana, ma tra il 1925 e il 1926 l'Austria restituisce, in base a precisi accordi con l'Italia, gli arredi completi affinché il castello sia trasformato in un museo inaugurato nel 1929, ma chiuso due anni dopo, quando arriva il duca d’Aosta.  
Bello, ma un po’ antiquato, Miramare viene adeguato alle esigenze alla nuova epoca, le stanze perdono alcune delle decorazioni più ridondanti, i mobili sono disegnati nello stile razionalista del periodo, vengono installati due ascensori, linee telefoniche, un impianto di illuminazione al neon, acqua corrente e termosifoni. Il Duca soggiorna nel castello dal 1931 fino al 1937, anno in cui riceve la nomina di viceré d’Etiopia, mentre la moglie Anna d’Orléans e le figlie Margherita e Maria Cristina continuano ad abitarvi, seppure saltuariamente, fino alla prima metà del 1943. Durante questo periodo è comunque concesso ai visitatori l’accesso alla parte superiore del Parco, nonché al Castelletto arredato con la mobilia di Massimiliano che Amedeo non ha mantenuto nella residenza principale.
Nel 1943, durante l’occupazione tedesca di Trieste, viene aperta nel castello una scuola per ufficiali nazisti, nel 1945 si insediano a Miramare le truppe neozelandesi, a cui succedono quelle inglesi; da ultimi gli Americani, che vi rimangono dal 1951 fino al 1954. 

La “maledizione” di Miramare – di cui sarebbe colpevole la sfinge sul molo del castello – avrebbe colpito molto democraticamente anche gli ufficiali americani che soggiornano nel castello durante gli anni dell’occupazione: il generale Charles Moor cadrà in Corea, il generale Vernice Musgrave Mac Fadden, richiamato negli Usa dal presidente Eisenhowerm, muore in un incidente stradale. Sopravvive solo il neozelandese generale Bowman che a scanso di equivoci dormirà sempre in una tenda nel parco. Quando, nel 1954, Trieste viene restituita all’Italia, il castello, Castelletto e parco, riconfermati proprietà demaniale, sono dunque sottoposti a un lungo lavoro di restauro a cura della locale Soprintendenza. Sulla base di documentazioni grafiche e di foto d’epoca si ricostruiscono le decorazioni a legno nelle stanze e si ricollocano mobili, suppellettili, quadri e tappezzerie. Nel marzo 1955 il Parco viene riaperto al pubblico e, il 2 giugno dello stesso anno, viene inaugurato il “Museo Storico del Castello di Miramare”.
L’8 luglio 1878 Giosuè Carducci visita il castello e il mese seguente dedica a Miramare dalle “bianche torri”, e allo sfortunato, romantico e idealista Massimiliano una delle sue “Odi barbare”.


L' album fotografico di Elena























































Ecco, perdonate la lunghezza...
Concludo regalando questo post alla nostra comune amica Dalia.
Ieri era il suo compleanno e mi scuso con lei per aver tardato...
Con lei e Marina abbiamo condiviso l'esperienza del convegno di cui vi parlai qui e che rimane per me un ricordo indimenticabile!
Buona settimana a tutti :)

Testo su Miramare: Marina Minelli 
Foto: Elena
 


10 commenti:

  1. Pensa te il tempismo: io sto giusto scrivendo una storia incentrata su Miramare e i ricordi che rievoca nel protagonista. Ad ogni modo sono d'accordo: è un luogo incantato e ci torno sempre con un gran sorriso!!

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    1. Ma che bello, sono proprio curiosa di leggere :)

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  2. Ringrazio te, prima di tutto, Cristina, per il bel pensiero. Ma anche Elena, per le splendide foto che ci ha regalato, e Marina, perche' sa raccontare le cose in manieracosi' seria ed approfondita.
    Ora aspetto il libro!

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    1. Anch'io non vedo l'ora di leggere il libro :) Elena ti ringrazia per il complimento!

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  3. Congratulazioni sia alla tua amica che alla cara Elena, è un lavoro veramente interessante ed affascinante.
    Un abbraccio, Loretta

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    1. Grazie Loretta sono proprio contenta ti sia piaciuto :)

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  4. grazie a Cris e a Elena che hanno aspettato molto ... e tanti, tanti, ma tanti auguri alla comune amica Dalia.

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    1. Marina è valsa la pena aspettare! E' proprio un bel lavoro :)

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  5. Bellissimo lavoro :)
    Elena: eccezionali le foto del tramonto e anche quella verso il cielo con la cupola :) stai diventando sempre più brava!!!! :D

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    1. Sono Elena e ti ringrazio davvero tanto Valentina!

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