mercoledì 23 dicembre 2015

Caro Babbo Natale...

Stamattina ho fatto due cose importanti: ho bevuto il caffè e mi sono lavata i capelli.
A una settimana e due giorni dal cesareo sono cose splendide, sappiatelo.
E ora sono qua, nella mia cucina silenziosa, illuminata (si fa per dire) dalla grigia luce della nebbia.
Sono qua a scrivere - non so bene di cosa - con una mano sola, perchè l'altra regge un fagottino che ogni tanto apre gli occhi e mi osserva, poi li richiude e sorride beato, di quella beatitudine perfetta di cui godono i neonati nella fase post poppata - post cambio pannolino.
Pensavo a Babbo Natale e a quanto sia bravo ad esaudire desideri...
Pensavo a quando gli chiesi una sorellina e lei arrivò, nove mesi dopo, il giorno del mio compleanno.
Pensavo all'anno scorso quando mi attraversò la mente l'idea di un bimbo nuovo e ora eccoci qua, io e lui: lui sbadiglia, io scrivo.
E penso a come sia bello, nonostante tutti i comuni affanni, grandi e piccoli, avere una famiglia, non importa come composta: sentirsi in famiglia, sentirsi famiglia è una sensazione bellissima.
Per questo ringrazio lo spirito del Natale, per l'idea del dono - e io ne ho avuto uno grande quest'anno - e per l'idea di affetti familiari, di casa, di pace.
Sarà un Natale dolce come la vaniglia che mi profuma i capelli,
speziato come il pan di zenzero
e forte come il caffè, nero, caldo, corroborante.
Tutto il resto lo lasciamo fuori, coperto dalla nebbia.
I problemi del mondo li risolveremo un altro giorno, un'altra settimana.
Caro Babbo Natale ho voglia di pace,
ho voglia di coccolare un frugolo paffuto
e una ragazza grande, ma ancora bambina
e un marito impegnato, che ha tanto bisogno di riposo.
Ho voglia di ridere (anche se i punti tirano ancora);
ho voglia di piangere (perchè ci sta anche quello, perchè sono una mamma umana e non una wonder mamma)
ho voglia di scartare qualche regalo
e di cucinare cose buone,
di guardare un bel film e di leggere un po';
ho voglia della confusione degli amici che ci vengono a trovare,
ma anche del silenzio;
ho voglia di scrivere e raccontare, così,
senza una traccia,
senza un planning,
senza un senso fatto e finito.
Ho voglia di essere me stessa,
strampalata, imbranata, sentimentale e a tratti decisamente poco pragmatica.
Avevo voglia di dirvelo, cari lettori.
E di augurarvi un Buon Natale,
con tutto, ma proprio tutto,
il mio affetto
e il mio cuore.
BUON NATALE!!!


Ps Uh, dimenticavo...Se vi va l'idea di cucinare qualcosa di dolce, qua trovate un suggerimento da parte di Elena :)
http://www.qbquantobasta.it/qbjunior/4458-l-albero-di-natale-dolce

To be continued...


lunedì 7 dicembre 2015

Ancora una settimana...

Mi spiegate come è possibile che siano passati 9 mesi???
Ok, d'accordo che il termine, che doveva essere il 25 dicembre è stato anticipato gioco-forza al 14 dicembre, ma sempre 9 mesi sono trascorsi.
Oh, mamma!
Pochi giorni fa, una lettrice del blog, che ringrazio infinitamente del pensiero, mi ha scritto una mail per avere notizie. Lei non mi segue sui social e qui... Chiedo venia a tutti, l'aggiornamento l'ho davvero trascurato.
Ora sono qua, con il pancio-cocomero perennemente in movimento,
con la voglia di un panino di salame,
con la casa sopra-sotto a causa dei pittori, perchè sì, noi le cose mica le facciamo per tempo...
Anche la valigia non è del tutto fatta e poi ho mille liste di cose da fare, tutte affollate nella testa: aspettano solo un foglio di carta, per prendere vita, manco fossero una fila di bebè in arrivo e non uno soltanto.
Eppure mi sono presa questo tempo per voi, per me.
Per raccontarvi che sono
felice e triste
ansiosa e spaurita
agitata e alla ricerca della calma,
assonnata prima del tempo,
cioè praticamente un disastro.
Mi avete chiesto un selfie da panciuta, ma io sono un'imbranata con i selfie, questo è il meglio che sia riuscita a fare, ma ve lo regalo lo stesso, perchè dopotutto l'immagine un po' sfocata rende l'idea dei miei stati d'animo contrastanti.



E poi c'è lei, Elena, la mia ragazza.
Lei che quando glielo ho detto si è arrabbiata perchè voleva un cane.
Lei che stamattina ha sfiorato il pancione con un bacio.
Lei che mi odia e mi ama come tutte le ragazzine della sua età, forti e fragili al tempo stesso.
Lei che mi rimprovera di non piangere sul latte versato.
Lei che mi ha fatto l'iniezione di insulina quando il papà non c'era.
"Faccio io. Ti fidi di me mamma?"
E sì mi fido.
Senza ombre e senza dubbi.
Della mia bambina, che oggi è ragazza e tra una settimana sarà anche sorella.
Mi sembra ieri che, nel pancione, era lei a dare calci al ritmo del Bolero di Ravel.
Lei che fra poco pochissimo sarà più alta di me.
Lei che vuole fare l'archeologo, ma forse deciderà per l'avvocato.
Lei che vuole viaggiare e vedere tutto il vedibile.
Lei che mi parla dei problemi del pianeta, ma per Santa Lucia ha chiesto il dvd di Alice nel Paese delle Meraviglie, perchè la vecchia vhs ormai è consumata.
Lei che crea e cucina,
che ama le piante e gli animali.
Lei che se non ci fosse, non so come farei.
Lei che è il mio primo pensiero da 12 anni.
Per lei sarò forte lunedì e i giorni che seguiranno e manderò a quel paese le mie paure.
E poi c'è lui, quello nella pancia, quello che considera il mio stomaco un pallone da calcio e le mie costole un inutile intralcio.
Non so cosa dire di lui, non riesco a immaginarlo, per questo non vedo l'ora di vederlo.
Lunedì prossimo ci saremo io e lui alle prese con medici e infermieri.
Sarà la prima cosa che faremo assieme, anche se lui, forse ancora non lo sa.
Ecco questo è il riassunto senza capo ne coda di questo momento, in vista del taglio cesareo che metterà fine all'attesa.
Scusate se vi ho trascurati, cari lettori, e scusate queste righe di scarsa coerenza.
Non vi ho dimenticati e tornerò, appena possibile, con ricette, lavoretti e tutte le solite cose da blog.
E' una promessa.
Vi chiedo un pensiero positivo per il 14.
Una preghiera, un sorriso, un qualsiasi segno, affinchè tutto vada per il verso giusto.
E appena possibile vi aggiornerò.
A presto.
Prestissimo.

To be continued...
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